28 marzo 2003
Nero Assenso

La nostra associata Rosalba Sgroia, oltre a essere un’ottima redattrice della nostra rivista l’Ateo e a impegnarsi per le attività del nostro circolo, si diletta a scrivere poesie. Siccome le sue composizioni sono piaciute a molti di noi che le abbiamo lette (tanto che questo sito ne aveva già ospitate alcune in anteprima), le abbiamo suggerito, tra il serio e il faceto, di pubblicarle. Sulle prime Rosalba ha nicchiato, poi, visti gli incoraggiamenti ricevuti, ci ha ripensato e ha deciso di proporre le sue poesie all’editore Fabio Croce di Roma, affinché le valutasse. Croce, molto attento anche agli artisti non notissimi, ha deciso che valeva la pena sottoporre i lavori di Rosalba all’attenzione del pubblico. È nata così l’idea di fare un libro di poesie, dal significativo titolo di Nero Assenso.

Il sottotitolo, Poesie del Dissenso, nasce dalla volontà di Rosalba Sgroia di non proporre né di abbracciare una visione del mondo consolatoria e auto-assolutoria. Al contrario, si nota la precisa volontà — sempre e comunque — di scegliere, tra due possibili opzioni, quella che in termini personali, sociali, affettivi, costa di più. Quella che la massa non sceglie. Si muove, appunto, in direzione opposta alla massa. DISSENTE dalla massa.

Una piccola autocitazione. Chi vi scrive è uso introdurre gli articoli di rassegna stampa e i contributi vari che arrivano a questo sito con un breve corsivo di qualche riga, per presentare il testo e dare un piccolo riferimento al navigatore. Quando ha letto le poesie che Rosalba gli aveva inviato, circa un anno fa, aveva riflettuto qualche minuto e poi, senza troppi giri di parole, aveva scritto come presentazione: «Un occhio asciutto e laico sulla nostra condizione. Non c’è bisogno di ubriacarsi di spiritualità per avere pensieri profondi. Rosalba Sgroia ce lo dimostra».

Bene, mai avrebbe immaginato che questa frase sarebbe diventata il risvolto di copertina del libro di Rosalba…

A questo punto, il libro doveva essere presentato ufficialmente. E ovviamente il circolo di Roma dell’UAAR si è offerto di organizzare la presentazione, in collaborazione con la libreria Odradek. Il presidente della commissione cultura del Primo Municipio di Roma, Antonio Trinchieri, ha patrocinato l’evento (la locandina).

La presentazione si è svolta alle 18, nella sede di Odradek, in via dei Banchi Vecchi. È intervenuta, oltre allo scrivente e al citato Antonio Trinchieri, anche la professoressa Cristiana Lardo, ricercatrice presso la cattedra di letteratura italiana all’Università di Roma «Tor Vergata». Francesco Paoletti, anch’egli del circolo di Roma dell’UAAR, ha diretto gli interventi e moderato il successivo dibattito.

È stato molto interessante Rosalba al leggìo l’intervento della prof.ssa Lardo, specialmente quando ha detto che i testi di Rosalba muovono sì dall’attualità, ma da essa fanno astrazione: ragion per cui — ha aggiunto lo scrivente — queste poesie rimarranno attuali per molto tempo ancora, in quanto portatrici di un messaggio che va al di là della semplice situazione di vita vissuta che le ha ispirate.

Il pubblicoErano presenti una quarantina di persone che hanno riempito tutto lo spazio messo a disposizione dalla libreria: esse sono state le animatrici di un interessante dibattito seguito agli interventi dei tre relatori. Va sottolineato anche il contributo dell’attore Agostino De Angelis, che si è alternato con Rosalba nel recitare le poesie del libro tra un intervento e l’altro.

Questo libro di poesie è importante anche per un altro paio di motivi. Agostino De Angelis al leggìo Da un lato ci mostra come sia difficile crescere «costruendosi» giorno dopo giorno un’etica e un sistema di valori, una volta che se n’è rifiutato uno preconfezionato, predigerito e benedetto che aveva la pretesa di voler bastare a tutto. Forse questo è il vivere: sapere che noi siamo responsabili delle nostre scelte e che per quanto di buono e di meno buono facciamo nella vita, merito e colpa sono solo nostri. Agostino e Rosalba Dall’altro lato, ci spiega che essere anticonformisti non richiede necessariamente — non sempre comunque — gesti eclatanti: le poesie di Rosalba sono ispirate a storie della vita di tutti i giorni. Ogni giorno ci troviamo di fronte a scelte, anche piccole scelte, che possiamo prendere seguendo il cosiddetto buon senso comune — anche chiamato «quieto vivere» — oppure decidendo secondo coscienza e secondo le nostre convinzioni. Scelte fatte senza proclami, ma non per questo meno anticonformiste e meno forti. Nel nostro piccolo possiamo resistere a quello che noi chiamiamo «conformismo» e gli anglosassoni chiamano non a caso mainstream (che liberamente tradotto sarebbe «correntone», un correntone che lentamente sminuzza e omogeneizza tutto quel che travolge nel suo cammino). La nostra speranza è che sempre più gente riesca a tenere la testa fuori e nuotare controcorrente…

Sergio D’Afflitto,
Coordinatore del circolo UAAR di Roma

 
 


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