21 dicembre 2006
Il Solstizio del ricongiungimento

Dopo 4 anni di divorzio NOGOD e il circolo UAAR di Roma tornano a condividere la stessa organizzazione: tutti gli iscritti di NOGOD rinnovano la tessere al Circolo di Roma e NOGOD si trasforma da associazione a sito di divulgazione molto attivo.
Lo stesso Baldo Conti, coordinatore del circolo UAAR di Firenze, viene a Roma per partecipare ai festeggiamenti (che a causa di un allagamento che ha reso inagibile la sede di via dei Ramni, si svolgeranno in una pizzeria di San Lorenzo come ogni buona iniziativa conviviale).
È la fine di una inutile contrapposizione competitiva tra le due associazioni: tutte le ferite del 2002 sono riassorbite.
Questa scelta politica, frutto soprattutto della saggezza e della lungimiranza del presidente di NOGOD Giulio Vallocchia, aprirà in poche settimane una serie di opportunità di collaborazione attiva con il panorama associativo di Roma che fino a quel momento erano state precluse.
L’importanza di questo evento è suffragata anche dalla resistenza attiva e passiva manifestata da altre organizzazioni concorrenti che non vedono di buon occhio questo ricongiungimento.
Ospite testimone di questo evento è Monica Petri di Facciamo Breccia: una persona che diventerà presto uno dei protagonisti principali dei rapporti inter-associativi del panorama romano.
Il circolo può guardare con fiducia al futuro, ma non passeranno 48 ore da questo lieto episodio che la sua struttura sarà già messa alla prova dagli eventi: il 23 dicembre, approfittando di uno sciopero della stampa, il sindaco di Roma Walter Veltroni dà seguito a una promessa che la sua passata amministrazione aveva preso con la curia e celebra di nascosto l’intitolazione della Stazione Termini al defunto papa Giovanni Paolo II (nonostante le promesse del suo segretario personale ai rappresentanti della Consulta).
La memoria dei vecchi fallimenti è ancora viva e tra gli iscritti (soprattutto tra i veterani) serpeggia la paura di non avere la capacità di scendere in piazza apertamente e sfidare le istituzioni, come solo i partiti e le grandi organizzazioni sindacali sanno fare.
E invece la ritrovata fiducia dovuta alla recente riunificazione, unita all’organizzazione tanto faticosamente ricostruita negli ultimi due anni, permetteranno al circolo di reagire attivamente e di aprire un nuovo capitolo nella storia dell’UAAR a Roma.
Nessuno ha modo di saperlo, ma grazie anche al ruolo catalizzatore del circolo UAAR di Roma, l’anno che sta arrivando porterà due nuove grandi trasformazioni: il risveglio della coscienza laicista organizzata e lo scollamento della base dai vertici di una certa sinistra partitica con l’inizio del ruolo sempre più incisivo delle associazioni e dei movimenti soprattutto nel panorama laicista e GLBTQ.

 
 


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