L’Ora dei Diritti

Se deve venire in mente un episodio storico che può riassumere la nostra partecipazione in sostegno alla manifestazione del 10 marzo 2007 organizzata da ArciGAY, forse il più appropriato è lo sbarco in Normandia: tutto era organizzato ma niente all’inizio è andato come sarebbe dovuto (con il rischio del flop totale); ottimo invece il risultato finale ottenuto grazie all’impegno individuale di ciascuno di noi.

Avevamo programmato di trovarci sulla piazza non più tardi delle 14 (anche se la manifestazione avrebbe dovuto iniziare dopo), il tutto per prepararci con lo stand già montato al momento in cui si sarebbe dovuto dare inizio alle danze.
Invece (come l’anno precedente) commettiamo lo stesso errore: qualcuno manda in lista la notizia che tutto inizia alle 16:30. Risultato: la maggior parte arriva quando gli pare !
Gli amici del circolo di Lecce però chiamano alle 11 dicendo che erano già sul luogo, sono passati in piazza Farnese e hanno già visto tutta la piazza allestita; mentre finiamo di caricare la macchina diciamo loro di aspettarci lì.
Abbiamo due soli colpi di fortuna:

  • a Roma abbiamo un simpatizzante che ormai ci segue ovunque nelle manifestazioni di piazza e quel giorno è arrivato per primo con noi;
  • grazie a una buona conoscenza del territorio, siamo arrivati da una via che praticamente neanche un’ora dopo viene chiusa da un reparto di celerini in assetto antisommossa, siamo entrati con la macchina sull’angolo della piazza e praticamente ci siamo permessi il lusso di lasciarla parcheggiata lì per tutto il resto della giornata.

A questo punto i colpi di fortuna finiscono: la piazza è già tutta allestita e strapiena di furgoni delle televisioni (non è possibile allestire il gazebo accanto al palco perchè c’è una zona di transito, non è possibile allestirlo nella zona opposta al palco perchè ci sono i furgoni delle televisioni, altri erano già arrivati da non si sa quanto e avevano occupato l’unico posto disponibile: tutto sembrava confermare l’idea che l’organizzazione non volesse favorire l’esposizione di gazebi da parte delle altre associazioni).
Chiamiamo i nostri che dovevano essere sul luogo: cellulare spento!
Chiamiamo tutti i nostri di Roma: si stavano muovendo da casa in quel momento!
Si inizia a cercare un posto dove infilarci, ne individuiamo uno e in due iniziamo a portarci un pezzo alla volta le parti del nostro stand e spostiamo tutta una serie di ostacoli che qualcuno involontariamente o volontariamente continauva a lasciarci lì.
Richiamiamo i nostri che dovevano essere sul luogo: cellulare spento !
Iniziano ad arrivare le altre associazioni e inizia la guerra per i posti.

Appena aperto il gazebo finalmente l’organizzazione della manifestazione si fa sentire e ci viene detto che lì non possiamo allestire lo stand (a fine serata quel posto sarà pieno di bancarelle) ma dobbiamo andare dall’altra parte della piazza nella zona di transito dove all’inizio sembrava non potessimo stare.
Chiudiamo il gazebo e iniziamo a spostarlo.

Richiamiamo i nostri che dovevano essere sul luogo: cellulare spento !
Per fortuna arriva Paolo (il primo dei nostri di Roma) e con una corsa in mezzo alla folla iniziamo a spostare i pezzi da un punto all’altro della piazza.
A gomitate con le altre associazioni iniziamo a riaprire il gazebo (in quel frangente si è fatta vedere la nostra maggiore esperienza sul campo rispetto agli altri), mentre con altre corse frenetiche andiamo alla macchina a prelevare le parti mancanti.
Iniziano ad arrivare gli altri dei nostri (quando avremmo dovuto già avere tutto montato per preparare le bandiere): con frenesia diamo bandiere ai nostri dicendo di andare davanti alle telecamere mentre montiamo il resto.
Arriva Carlo con altro materiale che ha fatto preparare lui.
Il segretario prova a chiamarci ma non potevamo sentirlo, alla fine ci raggiunge e ci aiuta a portare le ultime cose dalla macchina.
Gli ultimi materiali vengono trasportati dalla macchina, le ultime bandiere distribuite in gran fretta e da quel momento la situazione inizia a essere un po’ più sotto controllo: Carlo e Stefano fanno un ottimo volantinaggio, Raffaele fa un ottimo lavoro per lo sbattezzo, Valentino e Paolo come sempre si sono dati da fare alla grande al banchetto (un giorno prepararemo il cartello Santi subito).

Alle 16 sono arrivati praticamente tutti (anche dagli altri circoli), arriva anche il grande Maurizio: mancano solo Adele e Rosalba, entrambe a casa per seri problemi personali, ma ci seguono dalla televisione, ed Elena che è al lavoro.
La cartoleria lì vicina si rivela dotata di elio per gonfiare i nostri palloncini: dato l’inizio della giornata più di così non potevamo fare per avere visibilità.
Vendiamo praticamente tutto: abbiamo finito le magliette!
Giulio e Carlo si fanno sentire col megafono e attirano le telecamere su di noi.

Alle ore 18 arriva finalmente lo squillo degli orologi: migliaia di sveglie suonano tutte insieme per ricordare che è arrivata l’Ora dei Diritti.

A sera facciamo il bilancio: un notevole autofinanziamento, 5 nuovi iscritti.
La quantità di materiale che siamo riusciti a riutilizzare è spaventosa.
Dopo aver riposto tutto in macchina ed esserci premiati con un panino e una birra concludiamo la serata con un breve concerto dei Ratti della Sabina che (con gran sorpresa) dopo Poggio Mirteto sono venuti a trovarci anche a Roma: prendiamo anche contatti con loro per nuove future iniziative.
Il merito della giornata è stato tutto degli amici iscritti di tutti i circoli (in particolare di Valentino, Paolo e del nostro amico simpatizzante) senza il cui contributo avremmo rischiato il flop!

 
 


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