7 dicembre 2007
Sit-in in sostegno del giudice Luigi Tosti

il 7 dicembre 2007, per la quarta volta in due anni, l’UAAR scende in campo per sostenere il Giudice Luigi Tosti.

Qual è la sua colpa? Essere “troppo laico”!
Tutto iniziò quando, tra il 2004 e il 2005, il giudice decise di sospendere le udienze presso il tribunale di Camerino perchè non venne accolta la sua richiesta di rimuovere i crocifissi dalle aule di giustizia (e a tal fine rinunciò anche al proprio stipendio).
Questo gesto gli costò una lunga serie di ritorsioni da parte delle istituzioni per “sospensione pubblico servizio”.
Il giudice Tosti non ha mai declinato le proprie responsabilità circa le proprie funzioni, ma lo Stato italiano si è ben guardato dal riconoscere le proprie responsabilità nel garantire la laicità delle sue istituzioni.

Ancora oggi troppi cittadini si chiedono perchè in un’aula di tribunale debba essere esposto un simbolo religioso e non l’emblema della Repubblica Italiana a cui le nostre leggi e le nostre istituzioni dovrebbero fare riferimento.
Ancora oggi troppi cittadini si chiedono perchè un giudice (che desidera che il principio di laicità dello Stato sia rispettato per tutti, soprattutto nelle aule di giustizia) sospende le udienze e viene giustamente perseguito per “interruzione di pubblico servizio”, mentre un farmacista o un medico dipendenti di strutture pubbliche che si dichiarano obiettori (e che finiscono per imporre agli altri i dettami della loro religione) possono tranquillamente sospendere un servizio pubblico senza che questo comporti per loro la minima sanzione.

Può sembrare strano, eppure per una delle rare volte nella storia recente i rappresentanti dell’ordine che presidiavano la manifestazione si sono avvicinati senza poter nascondere la loro approvazione perchè sui nostri cartelli era richiesta l’esposizione dell’emblema della Repubblica Italiana nei tribunali e nei luoghi pubblici.


Il giudice Luigi Tosti

Il giudice è stato accolto dai manifestanti con un applauso e poi dopo una breve dichiarazione si è recato all’udienza accompagnato da alcune persone.
Il CSM ha confermato la sanzione disciplinare e ora la parola sarà alla Cassazione.

Secondo alcuni tra coloro che hanno assistito all’udienza tutto si è svolto con serietà e correttezza.
Ma quando il giudice Tosti ha citato insieme ai simboli delle varie religioni di moda corrente anche l’UAAR, ha ottenuto l’unica reazione scomposta del presidente e la fine dei lavori.

 
 


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