20 settembre 2008:
una raccapricciante rappresentanza
confessionale del Comune di Roma

Non è bastato il fatto di aver fallito la realizzazione del tanto sospirato Concerto del XX SETTEMBRE.
Non è bastato il fatto che il nuovo sindaco non abbia ancora nominato una figura delegata per le politiche alla multietnicità, alla multiculturalità e alla laicità, figura che da diversi anni ormai promuoveva l’evento della liberazione di Roma dal potere temporale dei papi.

Il 138° anniversario della breccia di Porta Pia doveva riservare un’altra amara sorpresa (che tra l’altro era nell’aria): il rappresentante del Comune di Roma ha colto questa occasione per manifestare la deriva confessionale della nuova giunta.

Sabato 20 settembre 2008 era prevista per la prima volta la presenza istituzionale del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio alla storica commemorazione.
Ma giunti al momento degli interventi, il Consigliere Comunale ex-generale Torre (ultimo tra gli eletti della Lista Civica per Alemanno alle elezioni amministrative del 2008) anziché ricordare l’unità del Paese, i caduti dell’Esercito italiano, la nascita di Roma Capitale o qualsiasi altro riferimento alla laicità dello Stato che sarebbe stato consono all’occasione, ha sentito il bisogno di limitarsi alla lettura nominale dei caduti zuavi pontifici che difendevano il potere temporale della teocrazia papale con la scusa apparente che le forze armate italiane «rendono onore anche al nemico».

I successivi interventi da parte dei rappresentanti di Provincia e Regione (quest’ultimo in particolare si è meritato l’applauso da parte dei militanti dell’UAAR), pur manifestando argomenti condivisibili, non hanno fatto nulla per controbattere la gravità di tale esternazione.

Lo sdegno tra le associazioni presenti è stato forte, anche in virtù del fatto che a nessuno (oltre che ai rappresentanti istituzionali) è stata concessa la parola: immediatamente è partito un comunicato congiunto da tutte le realtà romane a cui hanno fatto seguito i comunicati selle singole associazioni.

Ci sono giunte notizie che anche all’interno delle stesse forze armate italiane alcune personalità non hanno gradito affatto quanto accaduto, al punto da ipotizzare un ricorso nei confronti del consigliere Torre.

Il riscatto è arrivato nel pomeriggio, quando per merito di Sergio Rovasio (associazione Certi Diritti) le varie associazioni escluse dagli interventi del mattino hanno potuto darsi appuntamento di nuovo alla breccia alle 16 insieme agli ospiti d’onore (Mario Pepe del PdL, Maurizio Turco e Maria Antonietta Coscioni del PD-Radicali) per dare voce ai propri interventi e riprendersi lo spazio politico che era stato loro negato.

Durante la giornata del 22 settembre Gianluca Santilli del PD ha presentato una mozione per costringere Alemanno a chiedere scusa.

Documenti

Comunicati stampa

Vive proteste da parte di tutte le associazioni laiche e risorgimentali in occasione della commemorazione della Breccia di Porta Pia. Presenti le rapresentanze del Comune, della Provincia e della Regione, il consigliere comunale Gen. Torre (delegato del Sindaco alla memoria) ha dedicato tutto il proprio intervento al ricordo con lettura nominale dei soldati pontifici (alcuni dei quali veri e propri mercenari) caduti in difesa del potere temporale papale. Si prosegue così, dopo l'8 settembre, l'opera di revisionismo in senso antidemocratico e anti-liberale. Inoltre per la prima volta si è impedito a tutte le associazioni laiche e risorgimentali di esprimere il proprio pensiero, contravvenendo a una tradizione centenaria.

Firmato: Democrazia Laica, Circolo Giustizia e Libertà, Circolo UAAR di Roma, Associazione Mazziniana, ENDAS, Ass.ne Diritti in movimento, NoGod


«Breccia di Porta Pia: celebrazioni revisioniste per il Comune di Roma». Era lì per ricordare l’annessione di Roma allo Stato italiano. Ma, invece di parlare dei nostri soldati morti per l’unità del Paese, il consigliere comunale ha dedicato il suo intervento ai mercenari di Papa Pio IX. Così le celebrazioni del XX settembre di quest’anno si sono svolte all’insegna del revisionismo papalino, democratico e antiliberale, fino al completo oblio della storia del nostro Paese. Ecco la denuncia dell’UAAR.
«Una delegazione della nostra associazione era presente alle commemorazioni» — racconta Raffaele Carcano, segretario della UAAR — «ma si è impedito agli esponenti laici di prendere la parola, contravvenendo alla tradizione». Chi ha parlato, invece, è stato il generale Antonino Torre, delegato del sindaco alla memoria, che ha elencato, uno per uno, i soldati morti dall’altra parte, quella antiitaliana. E non ha fatto menzione all’unità del nostro Paese raggiunta il 20 settembre del 1870 grazie al sacrificio dei nostri bersaglieri. Molti i fischi del pubblico presente, ma a nessuno è stato permesso di parlare.
«A noi sembra che questa destra di governo dimostri ancora una volta di non essere in grado di leggere la storia riconoscendo chi aveva ragione e chi era nel torto» — prosegue Carcano — «fino a dimenticarsi addirittura dell’Unità d’Italia». Va detto, conclude Carcano, «che nessuno degli altri oratori, di centro e di sinistra, si è sentito in dovere di prendere le distanze dal discorso di Torre. E che quest’anno nemmeno il Presidente della Repubblica ha inviato una corona di fiori a Porta Pia». (Comunicato stampa dell'UAAR)


«Le radici cristiane di Antonino Torre». Abbiamo già dato notizia in altre due Ultimissime di quanto accaduto durante la commemorazione odierna del XX settembre a Roma. Pensiamo sia opportuno, visto quanto successo, informare i navigatori sulla figura del generale Antonino Torre, delegato del sindaco Alemanno alla memoria, autore dell’incredibile prolusione con cui, anziché ricordare i bersaglieri italiani morti combattendo per l’unità d’Italia, ha ricordato uno per uno i caduti dell’esercito pontificio, a maggioranza stranieri e mercenari.

Antonino Torre, granatiere e paracadutista, è stato eletto consigliere comunale per la Lista civica per Alemanno con 366 voti, risultando in tal modo il meno votato tra tutti i consiglieri comunali romani. Come si piò leggere su un articolo ancora disponibile sul sito del Giornale, «ha frequentato la scuola media e il liceo presso la Scuola pontificia Pio IX di via della Conciliazione. […] In tanti anni di servizio militare […] ha sempre evidenziato, facendosene portatore e dandone testimonianza, i valori cristiani acquisiti, durante la formazione scolastica, dai Fratelli della Misericordia. […] È stato nominato, altresì, Cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano». In passato ha altresì presentato un esposto contro il giornalista Mario Tozzi, «reo», a suo dire, di aver insultato il cardinale Ruini. (Ultimissima UAAR)


Il povero generale Cadorna si rivolta nella tomba. Incredibile ma vero, un generale incaricato dal Sindaco di Roma, tale gen. Torre, in piena commemorazione del XX Settembre e dell'Unità d'Italia con la ritrovata Roma capitale, se è vero quello che riferisce un comunicato stampa, stamattina avrebbe pensato bene di "passare al nemico" ricordando non i valorosi bersaglieri e artiglieri caduti, ma i caduti tra le guardie svizzere e capitoline, elencandone puire i nomi, compresi i tanti mercenari di professione, tra cui i francesi. Poco o nulla sulle idealità che spingevano i "nostri", sul Risorgimento, sulla libertà.
D'ora in poi lo chiameremo "Torrì", alla francese, e gli daremo una copia della medaglia della Legion d'Honneur per aver difeso i valori e gli interessi della Francia d'allora, che riguardo alla vicenda di Porta Pia contraddicendo i princìpi dell'89 ebbe un ruolo reazionario e anti-liberale.
L'increscioso incidente lo abbiamo appreso con sgomento da un comunicato delle associazioni laiche che Rosalba Sgroia ha riportato sul suo blog.
È una vergogna che va lavata al più presto. Oggi stesso i laici, gli anticlericali e i liberali di Roma si ritrovano davanti a Porta Pia, a pochi metri dalla "breccia" aperta dai cannoni di Cadorna, oggi chiusa da un monumento commemorativo che a differenza dell'immemore gen. Torre ricorda i caduti italiani.
D'altra parte, diceva quello, se uno il coraggio non ce l'ha non se lo può dare. E allo stesso modo se uno non ha idealità patriottiche e magari è nell'intimo contro il Risorgimento non può fingere, e le sue parole lo tradiranno. Solo ci chiediamo come possa un generale italiano avere idee così anti-patriottiche. Noi siamo liberali doc e difensori fino all'estremo della libertà di pensiero e parola, eppure un tale contrasto tra il discorso di Torre e gli interessi dello Stato italiano o, se l'espressione non piace, la Memoria sacra della Nazione, avrebbe suscitato in tempi liberali e non clericali come quelli odierni un grave scandalo che avrebbe valso al generale le dimissioni istantanee. Ma lui ormai è un politico, un amministratore, e la divisa da generale l'avrà riposta nell'armadio. Solo, lasciatemelo dire, di quale Memoria si occupa? L'ex-generale e ora consigliere comunale mi sembra proprio uno smemorato.

«Incredibile esternazione del generale Torri (sic), delegato del Sindaco Alemanno alla memoria», si legge nel blog di Rosalba Sgroia dell'UAAR. «In occasione della celebrazione ufficiale alla Breccia di Porta Pia del XX Settembre, 138° anniversario del ricongiungimento di Roma all'Italia, ostacolato per secoli dal potere temporale dei papi, il delegato del Sindaco, invece di ricordare uno per uno i soldati italiani e i bersaglieri morti per completare l'Unità del nostro Paese, ha preferito ricordare i mercenari del Papa-Re Pio IX, assassino di italiani. Si è chiuso così il cerchio e Roma torna ufficialmente sotto il governo del Papa-Re».

Che dite, si offenderà la Sgroia se dico che le sue sono parole sante?
Questo il Comunicato congiunto dei rappresentanti delle Associazioni laiche presenti alla cerimonia, a cui vergognosamente è stato impedito di parlare:

«Vive proteste da parte di tutte le associazioni laiche e risorgimentali in occasione della commemorazione della Breccia di Porta Pia. Presenti le rapresentanze del Comune, della Provincia e della Regione, il consigliere comunale Gen. Torre (delegato del Sindaco alla memoria) ha dedicato tutto il proprio intervento al ricordo con lettura nominale dei soldati pontifici (alcuni dei quali veri e propri mercenari) caduti in difesa del potere temporale papale. Si prosegue così, dopo l'8 settembre, l'opera di revisionismo in senso antidemocratico e anti-liberale. Inoltre per la prima volta si è impedito a tutte le associazioni laiche e risorgimentali di esprimere il proprio pensiero, contravvenendo a una tradizione centenaria».

Così il comunicato, firmato da Democrazia Laica, Circolo Giustizia e Libertà, Circolo Uaar di Roma, Associazione Mazziniana, Endas, Diritti in movimento, NoGod.

Intanto, il Papa-Re ringrazia. E lo sprovveduto mandante del gen. Torre, il neo-sindaco di Roma, Alemanno, che nel 1870 sarebbe stato sicuramente con i reazionari della Santa Fe' contro la libertà, sua e degli altri, tutto preso dalla battaglia contro le "lucciole" (prostitute), le scambia con una ben più nobile e giustificata battaglia, anteponendole alle gloriose lanterne che fregiavano il berretto dei soldati italiani. Dopo la felice mossa sul parcheggio del Pincio, non ne ha più indovinata una. Ora prende, appunto, "lucciole per lanterne". (Nico Valerio, Salon Voltaire)


Forse dopo l'8 settembre c'era da aspettarselo: ma la "cerimonia" per la commemorazione della liberazione di Roma del 20 settembre 1870 è stata incredibile! Non la conclusione del Risorgimento con il ricongiungimento di Roma all'Italia per divenirne la capitale. Non la fine del potere temporale del papa che ha portato la libertà e la democrazia a Roma e ha consentito alla Chiesa stessa di dedicarsi alla spiritualità, invece che al potere, e di restituire a Cesare quel che è di Cesare. Non l'apertura del ghetto che ha consentito agli Ebrei di divenire cittadini uguali agli altri. Dopo il vice-sindaco Cutrufo la parola è passata al consigliere comunale gen. Torre, delegato del Sindaco alla Memoria, che del significato dell'anniversario ha ricordato solo i caduti dell'esercito pontificio. Per sottolineare le "novità" che con la nuova amministrazione si è voluta configurare la "cerimonia", dopo gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni si è impedito alle associazioni presenti di intervenire, come da antica consuetudine, e sono stati tolti i microfoni. Al vice-sindaco che scendeva dal palco ne è stato chiesto il motivo e la sua risposta è stata: «Non sono mica il tecnico del suono!» (Enrico Modigliani, Democrazia Laica)


«Un XX Settembre in nome del Papa Re». Incredibile esternazione del Generale Torre, delegato del Sindaco Alemanno alla memoria. In occasione della celebrazione ufficiale alla Breccia di Porta Pia del XX Settembre, 138° anniversario del ricongiungimento di Roma all'Italia, ostacolato per secoli dal potere temporale dei papi, il delegato del Sindaco, invece di ricordare uno per uno i soldati italiani e i bersaglieri morti per completare l'Unità del nostro Paese, ha preferito ricordare i mercenari del Papa Re Pio IX, assassino di italiani. Si è chiuso così il cerchio e Roma torna ufficialmente sotto il governo del Papa Re. (Claudio Bocci, Altrevie)

 
 


Circolo UAAR di RomaVia Ostiense 89, 00144 Roma — Tel. 06 575 7611 - 338 316 3509 — e-mail