2003: La SAC che fallì

Sabato 8 febbraio, pomeriggio. A piazza Navona si sono riuniti 28 iscritti che, armati di altrettanti cartelli, affrontano il traffico romano per la Passeggiata Atea in apertura della SAC 2003.
La giornata è splendidamente assolata anche se fa freddo.
C’è parecchia gente per strada che guarda incuriosita gli indomiti marciatori. Arriviamo al Colosseo dove troviamo anche il coordinatore del circolo di Roma Sergio D’Afflitto. Seguirà la marcia fino a Campo de’ Fiori e poi sparirà nel gelido crepuscolo mentre gli altri allestiranno il tavolinetto da campeggio con poco materiale, senza libri in vendita e, purtroppo, senza nemmeno i volantini con il programma della SAC (gli effetti della recente scissione hanno reso l’organizzazione carente anche dal punto di vista dell’equipaggiamento).
Il Segretario Villella, indomito, comincia la distribuzione dei pieghevoli… quelli almeno sono abbondanti.
La piazza è animata da una manifestazione di curdi con numerose bandiere e tanta gente intorno al monumento di Giordano Bruno.
Scende rapidamente la notte.
Non ci sono lampade come nel 2002 per illuminare il nostro banchetto.
Fa freddo. Domani andrà meglio.

Domenica 9 febbraio. Al Gianicolo è prevista la cerimonia di commemorazione dei caduti della Repubblica Romana. Quest’anno manca lo striscione e la rappresentanza della UAAR.
Ci sono però lo striscione e il rappresentante di NOGOD che, dopo il discorso della delegata del sindaco, viene invitato a parlare.
È la prima volta che un ateo, in quanto tale, interviene in quella manifestazione: nel 2002 ci fu addirittura un mazziniano che tentò di far uscire dal recinto del sacrario lo striscione della UAAR.
Intanto a Campo de’ Fiori Villella inizia la sua giornata di fatiche propagandistiche.
Alla spicciolata lo raggiungono altri iscritti che lo sosterranno nello sforzo fino a tarda sera quando, semiassiderati, chiuderanno il tavolinetto e se ne andranno a casa.

Lunedì 10 febbraio. Alle 16:30 è prevista la conferenza di Vera Pegna. È il primo degli incontri/dibattito previsti nella SAC. Si aspetta fino alle 17 che arrivi un po’ di gente.
Ma alla fine Vera Pegna e il prof. Lariccia, più che una conferenza, terranno un'interessante conversazione con i tre soci presenti.
C’è qualcosa che non ha funzionato nell’organizzazione: l’argomento era importante e caldo (la laicità della prossima Costituzione europea), peccato che fossimo solo in tre a seguirlo.
Invece a Campo de’ Fiori il segretario non si perdeva di coraggio e proseguiva coraggiosamente la sua opera di propaganda e proselitismo nel gelo della serata invernale, ma con il conforto di baldi anche se pochi iscritti.
Lo striminzito tavolinetto da campeggio pareva un po’ più allegro dal momento che era stato arricchito con qualche libro in vendita (solo otto titoli rispetto alla quarantina del 2002).

Martedì 11 febbraio. Fa freddo ma a Campo de’ Fiori quattro iscritti attendono l’arrivo di Villella e allestiscono il tavolinetto. Non c’è molto movimento, a parte i curdi.
Siamo preoccupati per la Conferenza del Darwin Day di domani. Verrà gente? Speriamo bene.
C’e’ una tramontana maligna e qualcuno abbandonerà il campo.
Si chiude alla solita ora.

Mercoledì 12 febbraio. A malincuore Villella rinuncia ad allestire il previsto banchetto in Campo de’ Fiori. Lui deve presiedere la conferenza su Darwin e, a differenza dell’anno scorso, non ci sono soluzioni di ricambio per il banchetto.
In compenso la conferenza è veramente ad altissimo livello grazie ai tre oratori (i professori Omodeo, Turchetto e Continenza) che onorano il Darwin Day con interventi straordinariamente interessanti.
Peccato che ad ascoltarli ci fossero solo 26 persone in una sala molto bella da 130 posti desolatamente vuoti.
Qualcosa non ha funzionato nella pubblicizzazione dell’evento.

Giovedì 13 febbraio. Fa freddo e tira tramontana. A Campo de’ Fiori i curdi non mollano e nemmeno l’UAAR, il cui segretario distribuisce volantini sulla piazza. Oggi c’è anche la tesoriera dell’UAAR Mitti Binda arrivata da Milano a tenerci compagnia. A darle una mano c’è pure un personaggio notissimo nelle nostre mailing list, il giovane e aitante Egoardo. Nonostante il freddo c’è abbastanza gente in giro e l’interesse per noi è evidente.
Verso le otto ci arrendiamo al freddo e si chiude.

Venerdì 14 febbraio. Si decide di non allestire il banchetto preferendo partecipare alla conferenza. Dopo il flop di lunedì (tre soli presenti alla conferenza di Vera Pegna) e la deludente esperienza di mercoledì è bene evitare un’altra ''débâcle''.
Tuttavia alla conferenza saranno presenti solo 20 persone, compresi i 4 oratori fra i quali Rosalba. Anche stavolta il livello degli interventi è veramente ottimo, avrebbero meritato un maggior ascolto.
Domani torneremo a Campo de’ Fiori.
Villella non ha ancora deciso se mantenere l’impegno, previsto dal programma, per un incontro nella sala del CESV con le persone interessate allo sbattezzo. Deciderà domani.

Sabato 15 febbraio. Alle 16:30 Villella è a Campo de’ Fiori per montare il banchetto insieme a Baldo, Fabrizio e Giancarlo. Ha deciso di annullare l’incontro di oggi per le informazioni sullo sbattezzo e resta in piazza a volantinare.
Ci raggiunge Mitti, solare e sorridente. C’è abbastanza movimento e sufficiente interesse. Arriva anche Rosalba tutta trafelata perché i mezzi pubblici non camminano a causa della manifestazione per la pace e si è dovuta fare due chilometri a piedi.
Si avvicinano molti giovani reduci dalla manifestazione e sembrano sinceramente interessati.
Comunque si tira coraggiosamente avanti fino alle otto.

Domenica 16 febbraio. In Campidoglio è previsto il Convegno organizzato dall’Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno".
La sala Pietro da Cortona è pienissima. Sul palco c’è il gotha del mondo laico italiano: Federico Coen, Mario Alighiero Manacorda, Bruno Segre e altri.
Manca Margherita Hack della quale però viene letto un messaggio molto applaudito. Fra le adesioni pervenute c’è anche quella dell'UAAR, che viene citata.
Villella imperterrito presidia Campo de’ Fiori, a quanto pare la giornata è stata fruttuosa: è stato distribuito quasi tutto il materiale, sono stati venduti molti libri e sono state fatte parecchie iscrizioni.
Appuntamento a domani, penultimo giorno della SAC e anniversario del rogo di Giordano Bruno.

Lunedì 17 febbraio. Alle 16 la piazza è in allestimento per la prevista commemorazione da parte della "Giordano Bruno".
Microfoni e atloparlanti, tutto pronto. Diversi banchetti e striscioni di varie associazioni atee e laiche in questa giornata che ci dovrebbe vedere più uniti possibile nel nome di Giordano Bruno.
Arriva anche Villella con striscione, cartelli e banchetto. Dopo i leader della Giordano Bruno viene data la parola ai rappresentanti delle altre associazioni presenti.
Sia la UAAR che NOGOD faranno il loro intervento.
A conclusione della giornata la presidente della sezione di Roma della "Giordano Bruno" Maria Mantello rilancia una proposta di sottoscrizione di un Appello per la Resistenza Laica che veda unite e solidali tutte le sigle interessate e si cominciano a raccogliere le firme.
La manifestazione si conclude quando ormai è buio. Fa sempre freddo.
Domani ultimo giorno della SAC organizzata dall'UAAR.

Martedì 18 febbraio. Ultimo giorno. Fa un freddo cane e tira tramontana. Resiste eroicamente Villella con pochi altri. Un socio siciliano di passaggio si rifornisce di materiale per il Circolo di Palermo. Circola poca gente. Decidiamo di chiudere prima del solito e di rifugiarsi in un posto caldo in attesa della cena sociale prevista per stasera. A chiusura dell’evento conviviale ci si saluta e si torna a casa.

Arrivederci al prossimo anno. Il morale del circolo è ancora a terra per la scissione di NOGOD, ma nei mesi successivi dovranno essere chiarite molte cose e in particolare qual è il ruolo di alcuni membri iscritti anche ad altre associazioni che sono presenti nel circolo di Roma.

 
 


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