L’Italia si sta scollando!
(ma Bricolo la reincolla)

Massimo D’Angeli questa volta ci parla dell’onorevole (?) leghista Bricolo, che partito dalla secessione, vuole adesso ricostruire l’Italia battendo i chiodi con il crocefisso…

Massimo D’Angeli, Roma

In casa sua ciascuno può fare e disporre come vuole; fuori no. Per avere un rapporto alla pari con gli altri si è costretti ad assumere per principio che la loro opinione sia legittima. Non si possono imporre agli altri i propri gusti alimentari o di musica; e l’osservazione del fatto che esistono mille gusti diversi — perdipiù mutevoli nel singolo e nelle culture — potrebbe render meno necessari i vari «centrismi».

Sembra proprio un’illusione di centralità che nel 2002 porta il signor Bricolo con altri 57 deputati a sostenere — con la proposta di legge n. 2749 — che la richiesta di togliere i crocifissi cattolici dai luoghi pubblici italiani abbia «ferito il significato di simbolo della civiltà e della cultura cristiana» e che il cattolicesimo abbia un «valore universale». È come dire che togliere il simbolo della pizza nei luoghi pubblici di Napoli abbia «ferito la napoletanità» perchè «la pizza margherita ha un valore universale» nonostante esistano mille modi di mangiare. La pizza può essere preferita da tutti i napoletani ma resta una scelta privata. Il sindaco di Napoli non può imporre la pizza ai cittadini: sarà la migliore del mondo ma resta un fatto individuale. Analogamente lo Stato laico non può nè vietare la cucina cinese nè imporre i crocifissi come simbolo ufficiale.

Scomodano il Consiglio di Stato che avrebbe sostenuto che «…non c’è alcun divieto all’esposizione del crocifisso». Si può aggiungere che non esistono divieti a mangiare la pizza a scuola, in ospedale, o nei seggi elettorali. Ma il culmine del grottesco — patetico e drammatico insieme — deve ancora arrivare.

La visione riduttiva traspare tutta quando confondono «particolare» con «universale», «mio» con «nostro» e «nostro» con «di tutti», «privato» con «pubblico», «consentito» con «imposto», «consueto» con «obbligatorio», affermando: «Risulterebbe inaccettabile per la storia e per la tradizione dei nostri popoli… il Crocifisso… rimane per migliaia di cittadini, famiglie e lavoratori il simbolo della storia condivisa da un intero popolo… simboli della nostra identità, collante indiscusso di una comunità». Non si sa come evitare l’ironia…

L’Italia senza crocifissi nei luoghi pubblici si scolla?!? E se arriva SuperBricolo che fa, la reincolla come fanno i supereroi dei fumetti?!? Senza croci nei seggi le elezioni sono meno valide? Nelle scuole si ha un rendimento inferiore? L’Italia ha già i suoi simboli ufficiali. La croce è il simbolo di una, una, una sola delle mille culture parimenti legittimate ad esistere; come la cucina cinese e la pizza. Tutte consentite, nessuna imposta.

 
 


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