«L’anomalia italiana»
Roberto Sabatini, Roma

Ci troviamo costantemente di fronte a un’anomalia — al contempo politica, comunicazionale e culturale — saprofiticamente installatasi nella nostra quotidianità, al punto da non risultare più tale e da essere considerata mera tradizione, come la pasta nel menù italiano.
Si tratta della sleale ingerenza della Chiesa nella dialettica politica, massmediale e culturale di questo Paese, ingerenza che condiziona e altera pesantemente gli orientamenti e le scelte istituzionali, la pubblica opinione e le valutazioni morali e personali.
La questione si pone come grave e urgente perché porzioni notevoli del sentire e dell’agire politici e sociali risultano fortemente influenzate dalla visione del mondo cattolica, che non si propone come una delle possibili interpretazioni della realtà e nemmeno come la migliore, ma come quella “vera”, l’unica, cioè, autentica e la sola degna di essere perseguita.

In più essa tende, proselitisticamente, a non imporsi solo ai credenti o ai seguaci, ma a diffondersi a macchia d’olio sull’intera popolazione, ossia pretende di valere in senso universale e come tale viene presentata dagli stessi media.
Spesso si sente affermare che la Chiesa ha pieno diritto di esprimersi nel merito di tutto e che ha il dovere di difendere le sue posizioni: a una prima lettura queste affermazioni sembrano del tutto legittime, e certo non contestate in un Paese effettivamente laico, ma non sarà difficile mostrare che tale legittimità è del tutto apparente.

Intanto il diritto-dovere di entrare nel dibattito civile, etico e politico, del nostro Paese (e frequentemente anche in quello del resto del mondo e spesso a gamba tesa), è pienamente esercitabile se l’opinabilità è reciproca; è appena il caso di notare che, invece, la Chiesa non solo non accetta intromissioni nei suoi affari interni, ma nemmeno ne prevede una qualsiasi opportunità: la “politica” vaticana e le sue esternazioni non sono, in alcuna fase della loro elaborazione, soggette e suscettibili di alcuna pressione esterna alla teocrazia papale, o all’oligarchia cardinalizia.
A questo riguardo sarebbe interessante notare, se non fosse anche allucinante, che la Chiesa è l’unica istituzione che amministra genti che non ne eleggono i rappresentanti! Il clero è politicamente autarchico! Quest’assoluta indipendenza dalla popolazione su cui esercita il proprio dominio morale e religioso è perfezionata dal particolare rapporto economico-finanziario che la Chiesa intrattiene con i cittadini e con lo Stato, in virtù del quale può esistere e operare in modo perfettamente parassita, al punto che quello che fa è lodato e visto come un “dono”!?
Inoltre la legittimità dell’intervento ecclesiale, se vuole fregiarsi dell’autorevolezza che unilateralmente reclama e si autoriconosce, deve necessariamente essere circoscritto alle questioni teologiche e morali, mentre se entra nel merito di questioni che esulano quei domini deve accettare il confronto dialettico e mettersi sullo stesso piano dei suoi interlocutori.

Ma in ogni caso, nella misura in cui pretende di dettare legge, di distribuire sentenze, di infliggere sanzioni e di erigersi a custode di valori, deve rivolgersi esclusivamente alle coscienze dei credenti, ossia di quelle persone che si riconoscono nei suoi principî e nei termini della sua interpretazione del mondo, della vita e così via.
Estendere questo intervento nei confronti dei cittadini non credenti, o credenti in altre confessioni, nei confronti delle leggi e degli atti pubblici di uno Stato, sia pure anche solo quello italiano, si configura come una violazione dello stesso disposto concordatario (libera chiesa in libero Stato) che è stato comunque un capolavoro di svendita della laicità e della libertà di pensiero; ovvero potrebbe farlo onorando due condizioni: accettare analoghi interventi diretti nei suoi confronti da parte dei vari portavoce del resto del mondo su cui pretende di allungare la sua ombra e considerare il suo punto di vista altrettanto relativo di quelli contro cui si scaglia.
Infatti il punto più delicato e vergognoso della questione è costituito dalla circostanza che questa ingerenza etico-politica non si muove su un piano di parità con le forze antagoniste; di qui la profonda slealtà di questa pratica che paralizza e svilisce la libertà etica e politica di questo Paese.

Infatti i pronunciamenti ecclesiali non vengono porti e percepiti come mera opinione di una fazione in gioco contro l’altra, non vengono cioè presentati e accolti come una visione del mondo antagonista ad altre, non si pongono come forze contrarie ad altre forze, ma come voci fuori dal coro, verità fuori discussione, valori universali ed eterni, dettati trascendenti.
Questa circostanza è gravissima perché mentre il punto di vista dell’avversario politico di turno è considerato e affrontato come interpretazione, pensiero, progetto, norma e via dicendo, posta sullo stesso piano e, quindi, suscettibile di essere trattata secondo le regole della dialettica politica (che ha i suoi limiti, ma che resta il sale della democrazia), il punto di vista della Chiesa è sostanzialmente inattaccabile in questi termini.
Se qualcuno sostiene che il Vaticano (ma questa osservazione vale per ogni istituzione che si palesi come religiosa) non prende posizioni politiche, ma soltanto teologiche ed etiche, insulta l’intelligenza comune e sostiene il falso, ma persino se le esternazioni fossero rigorosamente morali e dottrinali è facilmente dimostrabile la loro grande ricaduta politica poiché si tratterebbe di affermazioni difese e fatte proprie da una precisa compagine politica e proprio come tali dovrebbero essere affrontate.
Di qui le alleanze con la politica vera e propria, alleanze storicamente scandalose, che nessun’altra istituzione avrebbe potuto giustificare e da cui avrebbe potuto uscire indenne, ma che, nel caso della Chiesa sono profondamente rimosse e destituire di validità. Quale forza politica, quale entità morale, giuridica e culturale avrebbe potuto allearsi con il fascismo e continuare a presentarsi nella storia senza cambiare nome, struttura, funzioni, obiettivi? E questo è solo l’esempio più eclatante, ma quale altra istituzione avrebbe potuto mantenersi al di sopra di ogni sospetto dopo aver, per secoli, torturato, ucciso, saccheggiato? Tra l’altro alleanze sempre possibili poiché la maggioranza della popolazione che continua, malgrado i precedenti storici, ad assicurare alla Chiesa la sua pigra e passiva adesione è completamente estranea alle decisioni che essa prende in suo nome!

 
 


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