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  • 60 anni di Diritti Umani
    Cecilia Calamani, Roma
    10 dicembre 2008

    Ricorre oggi il sessantesimo anniversario dell’approvazione all’Onu della Dichiarazione universale dei diritti umani, una carta fondamentale che, all’indomani della seconda guerra mondiale e dell’orrore nazista, ha riconosciuto dignità giuridico-economica a ogni uomo a prescindere da sesso, nascita, razza, religione. Lasciando ad altri considerazioni più politiche su quanto ancora c’è da fare per evitare che i 30 articoli della Dichiarazione vengano calpestati - come troppo spesso accade - in gran parte del globo, mi permetto una considerazione. La Chiesa cattolica, per bocca del suo rappresentante, nei giorni scorsi ha detto no alla moratoria internazionale contro il reato di omosessualità proposta dall’Europa, su iniziativa della Francia, alle Nazioni Unite. L’omosessualità, per chi non lo sapesse, è ancora reato in molti (troppi) paesi, con pene che arrivano fino alla tortura e alla morte. Chi dovrebbe cristianamente battersi per i principi di uguaglianza tra gli uomini contro ogni discriminazione, cavalca posizioni incivili con la scusa che se l’omosessualità venisse depenalizzata nei Paesi in cui è ancora reato, gli altri Stati si potrebbero sentire in diritto di avallarla consentendo, ad esempio, i matrimoni omosessuali. L’erede di Pietro sul soglio pontificio ci rammenta, insomma, che è meglio essere perseguitati, torturati o uccisi che omosessuali. Ma chi permette a una comunità religiosa, che dovrebbe solo occuparsi della salvezza delle anime dei suoi (e solo dei suoi) accoliti, di mettere bocca su temi di diritto universale che prescindono, per definizione stessa, da ogni orientamento religioso? Come viene fuori questa contraddizione in termini? In ogni caso, se la regola vale per la Chiesa cattolica, vale necessariamente per i fondamentalisti di ogni angolo del pianeta: diano più voce ai loro imprescindibili precetti, in modo che la caccia alle streghe venga finalmente legalizzata sotto l’egida delle Nazioni Unite. Con buona pace della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

     

     

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