Governanti baciapile

Massimo D'Angeli, Roma

Caro Diario,
il sindaco di Rovato Roberto Manenti ha imposto ai non cattolici una distanza di almeno 15 metri tra loro e le chiese. Il torpido stupore seguito rivela quanto superficiali siano le analisi dei fatti. Manenti ha solo messo in forma scritta e diretta quello che politici nazionali e locali fanno da anni, indirettamente: hanno da sempre valorizzato e sostenuto il comportarsi da buon cattolico, mettendo così in negativo chi segue altre religioni o chi è grande abbastanza da non seguirne nessuna. Rutelli e vari governi, dal Polo delle “libertà” alla sinistra, l'intera Rai, hanno dedicato un anno intero a servire il Papa, dando alla Chiesa anche più di quello che chiedeva. Miliardi italiani sono stati spesi per l’autocelebrazione di uno Stato estero, inviando un messaggio indiretto e per ciò molto più forte di quello di Manenti: cattolico è bello, tollerato, e consigliato dal sindaco e dallo Stato, dalla RAI.

Li abbiamo visti tutti: Ciampi, Amato, Rutelli, Bassolino, Fini, Berlusconi, i vari chierichetti Rai, tutti alle messe del Papa. In questo senso le azioni di Manenti sono briciole e proprio per questo sono commentate dai cronisti.

Per scusarsi dell’invasione delle aree di Tor Vergata Rutelli pensò addirittura di “premiare” i residenti della zona concedendo un posto in prima fila, magnificando la figura dei Papa straniero e scomparendo come sindaco.

Hanno consegnato a uno straniero l’autorità territoriale, politica e simbolica su Roma e sull’Italia; il monarca della Città del Vaticano fece a luglio delle osservazioni polemiche su una manifestazione avvenuta a Roma, ma Rutelli Amato o Ciampi non avanzarono alcuna obiezione, né loro né alcun cronista usò le parole adeguate «ingerenza di un capo di Stato estero in questioni italiane». Le bandiere al vento avrebbero fatto più resistenza, pecore e conigli avrebbero ringhiato.

 
 


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