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    Rosalba Sgroia, Roma
    Vostra Santità
    La culla
    Nell’aria…
    Richiamo
    L’acqua santa
    Divina… fede
    Inesistenti realtà
    Avvolgenti nudità
    I confini del mondo
    Papa… Caput mundi!
    Risonanze
    Atei
    11 Settembre 2001

    Vostra Santità

    Pesantemente accomodati in pomposi e dorati troni,
    di rosse papaline e di purpuree tonache guarniti,
    gonfi di “bontà e d’affezione”
    delle miserie e debolezze altrui vi preoccupate…

    A giunte mani, col pietoso ed insolente sguardo,
    dall’alto le meschine e vili genti osservate
    e sui vostri capi, canuti e saggi, l’aureola riluce…

    Di tante strade, la più agevole a voi s’è prospettata,
    scevri d’ogni terrena dannazione,
    immacolati e puri, le tentazioni rimuovete.

    Di “caste” regole e precetti è scandita la vostra santa vita,
    anatemi e pietre, su temi di terrene soluzioni, a profusione scagliate
    e sicuri d’esser degni di bontà divina
    tranquilli e tronfi ve ne state…

    La culla

    Sulle placide acque del pensiero collettivo
    come carta carbone ci adagiamo…
    Rassicuranti abbracci al bromuro ci cullano,
    sacri dogmi e demagogiche bandiere,
    frivoli divi e accattivanti soubrette,
    magistralmente approntano corsi di sopravvivenza…

    «Fede indiscussa e austera,
    di mistica o mondana risma,
    consegnami riparo e quiete!»

    Scampati dal tormento dell’incerto
    nascondiamo, menzogneri,
    il pericolo dell’Ombra nostra
    che scuote, che minaccia.

    E tu, Arte meschina
    del “diavolo” sei il succo…
    Di creativa luce sfavilli,
    d’antinomìe ti nutri…
    E tu, Arte tentatrice e dalle convenzioni liberata,
    impietosa ci rammenti il dolore
    e di maligne forze la presenza…

    Lasciaci, orsù, nelle fetali pose,
    privi d’ogni peccato, per bene e puri,
    per man tenuti, da ogni pena allontanati…
    C’è chi pensa per noi, chi la “pace”ci regala.
    Immenso è questo mare e tanta è la paura.

    Nell’aria…

    Non voglio tonache
    quando vi dirò
    addio.

    Nell’aria vorrò essere,
    cenere sparsa
    e libera di accarezzare
    altre terre…

    Né sermoni,
    né tristi preghiere,
    a me lontane e ipocrite,
    ma un sorriso sincero
    da chi ha conosciuto
    le mie vesti…

    Né fiori, perché
    appassiscono
    ma pietre perché
    eterne…

    Il richiamo

    Trasmigra e si dissolve
    da questi circolari binari,
    come etere, la vita.
    Gli attimi che chiamano la morte
    respirano la pace.
    Il tempo di un respiro
    e ammutolisce
    l’evolversi della spinta.

    L’acqua santa

    Ossessive e catartiche abluzioni
    per levar l’onta primordiale.
    Ceri ardenti e candide vesti
    per iniziar così il cerimoniale
    che all’indiscussa fede apre le porte…

    La testolina ignara
    dalle “sante acque” lambita
    s’avvia ad esser consacrata
    e, tra le possenti e pietose spire
    dell’Assoluto Bene, riposta.

    Poi il travaso dei santi precetti
    all’ombra di una croce
    per impinguire le coscienza impure,
    d’indicibili peccati di bambino macchiate.
    - INTERMEDIATAASSOLUZIONE -
    MAGICA SUPERSTIZIONE-

    Si può sperare che il futuro buffetto
    sulle acerbe guance
    possa svegliar la dignità assopita
    nella nebbia degli incensi
    e, incredula d’esser stata lesa,
    ricongiunga i pensieri, mediti, dubiti…
    (se il risveglio non sia avvenuto prima!)

    Ma intanto i pesanti tomi consacrati
    s’impregnano d’indelebile inchiostro,
    testimone d’un comprovato assenso,
    sigillo della santità in nuce…
    E le le congiunte mani tonacali
    iniziano a sfregarsi con “lussuria”.
    «Siamo in tanti, siamo forti».
    Recita così il coro degli eletti.

    E giù con l’amalgama di terrene e divine leggi
    per soggiogar teste pensanti e indipendenti…
    E non t’azzardar a proferir diverse congetture
    che l’onta ti risucchia vivo!
    E non ti sognar di confutar miracoli e visioni
    chè non sarai degno d’esser ascoltato…
    - L’umiltà professata d’ingiuriosa spocchia è rivestita. -

    Affìdati alla Volontà Divina…
    …ne trarrai conforto, giovamento e stima!
    (Ci servono i docili fedeli, è il nostro quotidiano “pane”)
    E dalla Santa Mano accarezzato,
    sotto le santificate coltri… dell’Unico e giusto verbo
    l’alito di luce e di salvezza ti sarà donato!

    Divina… fede

    Mai t’ho posseduta
    né mai t’ho vagheggiata.
    Per me, solo un fardello,
    un inutile balzello.

    T’offri gonfia di pia luce
    e l’umane genti accechi.
    Non senti l’atroce peso
    degli eccidî in tuo nome?

    Che strada ha preso la ragione
    per difendersi dalla superstizione?
    L’acque del Gange “purificatrici”
    di putrida melma son ricolme
    e le poveri genti infetta…

    Ma tu le guardi assorta.
    La tua beata spinta
    va oltre l’intima speranza
    e con lascivia abbraccia
    il carismatico potere
    che sapientemente appronta
    spettacoli e miracoli…

    Mentre la gente muore,
    del sottile “mal d’Amore”
    perché è peccato grave
    usar la giusta protezione.

    Mentre la gente muore
    di fame e di dolore
    perché gli ultimi saranno i primi…

    Mentre la gente muore
    quando, in nome della fede,
    il carismatico potere
    al collo infila grandi catene d’oro
    simbolo di ciò che a dio li lega
    e non come il cappio
    che gli può mozzare il fiato…

    Mentre la gente muore…
    col sogno dell’eterno bene,
    sola, con te sotto il cuscino,
    sottoforma di santino.

    Inesistenti realtà

    A Simona

    Dove sono tutte le cose
    che non esistono, mamma?
    Nei tuoi pensieri di bimba,
    nei miei pensieri di donna.

    S’animano nei sonni agitati,
    nei nostri sogni e fantasie
    prendono corpo e vita,
    succo della mente rapita
    da quel nascosto mondo
    che ci portiamo dentro,
    fragilità, paure e desideri
    verso una via d’uscita.

    Solo lì, bambina mia
    dormono e si svegliano
    le inesistenti realtà.

    Conoscile e conservale con cura
    per essere te stessa per intero,
    non una persona a metà…

    Avvolgenti nudità

    Quale fremito
    assale il sapere
    d’esser nuda
    di dorati orpelli,
    priva di quel forziere
    che l’essere imprigiona.

    Libera e nuda,
    con la musica nel cuore,
    come gocce d’acqua pura.
    Leggera e viva
    piena di sole e risa
    anche se nuda.

    I confini del mondo

    Ridisegnati i confini del mondo
    con linee e spirali di morte.
    Sassi, rovine, esplosioni nella notte,
    colonna sonora di vite straziate.

    Che ne so, che ne sappiamo noi,
    nei nostri gusci d’ovatta,
    tra divi e sogni di latta?

    Intanto, ipnotiche scatole
    di finte e cruente visioni
    strizzano menti e cuori
    e il nostro lieve dolore
    dovrebbe farci volare…

    Papa… Caput mundi!

    Candido drappo fu la sua veste
    e candida la fumata
    che lo chiamò
    ad acquietar l’umane genti.

    Vent’anni e più sul trono
    tra pellegrinaggi,
    o meglio,
    viaggi
    per seminar la… fede,

    per evocar l’immaginario culto
    delle tradizioni perse
    ed innalzarle sull’altare
    della pietà popolare
    condite di falsa innovazione.

    Pallottole e reliquie…
    dono mariano
    d’indubbio gusto pacchiano
    che ben s’accosta
    all’odierna spettacolarizzazione…

    Santificazioni a iosa
    i fedeli legano con forza
    a questa Chiesa
    da ieri diversa solo in vetrina,
    ma l’inversione di tendenza
    dell’inquisizione è la recrudescenza.

    Politica mistificazione,
    all’apertura, ai dialoghi ecumenici
    sembra così avvezza…
    Ma in Dominum Jesus
    così si recita:
    «Fuori dalla Nostra Chiesa…
    non c’è salvezza!»
    .

    Risonanze

    Senza trucco né inganno
    il nulla si fa spazio tra le stelle
    e nel suo buio di velluto
    ingoia ogni traccia di vita.

    E mentre la carne s’addormenta
    illuditi pure, ma io diffido
    che l’anima proceda i suoi passi
    e come pietra al ricordo si posa.

    Atei

    Ci chiamano superbi
    per non avere un dio
    a cui affidare l’anima…

    C’inducono a pregare
    per ottenere in dono
    la forza di superare il male…
    Ci vogliono salvare
    dall’errore e dal peccato
    di godere di un libero pensiero…

    Noi, “senza dio”, facciam paura
    chè siamo senza briglie…
    Siam piccoli e meschini
    senza valore aggiunto
    senza la fede che ci cura.

    Così siam visti e additati,
    votati alla lascivia, al vizio…
    D’onestà e di forza privi
    alla perdizione assoggettati…
    Ma del mondo la visione
    assume mille volti
    Legarsi ad altri pensieri o fedi
    o esser liberi d’aver altro giudizio.

    La ragione per noi ha la sua forza
    contro ogni discriminazione,
    per la dignità di noi persone.

    C’è un credo anche nell’ateo
    che non ha meno valore
    ed è in questa e in nessun’altra vita.

    Questa dolce e triste vita…
    - la nascita, la morte -
    degna d’essere vissuta
    all’insegna del rispetto
    oltre diversità di sesso, di colore.

    11 settembre 2001
    (La fine del sogno americano)

    Non più sogni di gloria
    accarezzano l’azzurro del cielo.
    La “generosa” morte
    è arrivata dall’alto,
    colma di rabbia.

    Dall’alto di un odio profondo
    ha svettato sovrana
    colossi d’acciaio,
    le cime del mondo.

    Ora son masse di sabbia.
    I resti di vita segnata sui fogli
    gemono come disperse anime bianche.
    Pietrificate, le menti straziate
    restano inermi nel dolore infinito.

    Solo corpi nel vuoto,
    solo urla lontane,
    solo candidi drappi
    smuovono l’aria crudele.

    Ma il pensiero riparte,
    rivolto ai soprusi di tutti i potenti,
    all’assenza di strade di pace,
    alla miseria di genti in disparte…
    La giostra gira nel buio
    e solo un profilo contempla.
    Questo orrore senza fine
    ha in sé una debole luce
    che punta sul cerchio totale
    e svela ingiustizie profonde.

    Da squarci di terre riarse
    germoglia solo sconforto
    e solo la morte risponde

     

    Circolo UAAR di Roma “Gianni Grana”

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