Poesie

Rosalba Sgroia, Roma

Vostra Santità

Pesantemente accomodati in pomposi e dorati troni,
di rosse papaline e di purpuree tonache guarniti,
gonfi di “bontà e d’affezione”
delle miserie e debolezze altrui vi preoccupate…

A giunte mani, col pietoso ed insolente sguardo,
dall’alto le meschine e vili genti osservate
e sui vostri capi, canuti e saggi, l’aureola riluce…

Di tante strade, la più agevole a voi s’è prospettata,
scevri d’ogni terrena dannazione,
immacolati e puri, le tentazioni rimuovete.

Di “caste” regole e precetti è scandita la vostra santa vita,
anatemi e pietre, su temi di terrene soluzioni, a profusione scagliate
e sicuri d’esser degni di bontà divina
tranquilli e tronfi ve ne state…

La culla

Sulle placide acque del pensiero collettivo
come carta carbone ci adagiamo…
Rassicuranti abbracci al bromuro ci cullano,
sacri dogmi e demagogiche bandiere,
frivoli divi e accattivanti soubrette,
magistralmente approntano corsi di sopravvivenza…

«Fede indiscussa e austera,
di mistica o mondana risma,
consegnami riparo e quiete!»

Scampati dal tormento dell’incerto
nascondiamo, menzogneri,
il pericolo dell’Ombra nostra
che scuote, che minaccia.

E tu, Arte meschina
del “diavolo” sei il succo…
Di creativa luce sfavilli,
d’antinomìe ti nutri…
E tu, Arte tentatrice e dalle convenzioni liberata,
impietosa ci rammenti il dolore
e di maligne forze la presenza…

Lasciaci, orsù, nelle fetali pose,
privi d’ogni peccato, per bene e puri,
per man tenuti, da ogni pena allontanati…
C’è chi pensa per noi, chi la “pace”ci regala.
Immenso è questo mare e tanta è la paura.

Nell’aria…

Non voglio tonache
quando vi dirò
addio.

Nell’aria vorrò essere,
cenere sparsa
e libera di accarezzare
altre terre…

Né sermoni,
né tristi preghiere,
a me lontane e ipocrite,
ma un sorriso sincero
da chi ha conosciuto
le mie vesti…

Né fiori, perché
appassiscono
ma pietre perché
eterne…

Il richiamo

Trasmigra e si dissolve
da questi circolari binari,
come etere, la vita.
Gli attimi che chiamano la morte
respirano la pace.
Il tempo di un respiro
e ammutolisce
l’evolversi della spinta.

L’acqua santa

Ossessive e catartiche abluzioni
per levar l’onta primordiale.
Ceri ardenti e candide vesti
per iniziar così il cerimoniale
che all’indiscussa fede apre le porte…

La testolina ignara
dalle “sante acque” lambita
s’avvia ad esser consacrata
e, tra le possenti e pietose spire
dell’Assoluto Bene, riposta.

Poi il travaso dei santi precetti
all’ombra di una croce
per impinguire le coscienza impure,
d’indicibili peccati di bambino macchiate.
- INTERMEDIATAASSOLUZIONE -
MAGICA SUPERSTIZIONE-

Si può sperare che il futuro buffetto
sulle acerbe guance
possa svegliar la dignità assopita
nella nebbia degli incensi
e, incredula d’esser stata lesa,
ricongiunga i pensieri, mediti, dubiti…
(se il risveglio non sia avvenuto prima!)

Ma intanto i pesanti tomi consacrati
s’impregnano d’indelebile inchiostro,
testimone d’un comprovato assenso,
sigillo della santità in nuce…
E le le congiunte mani tonacali
iniziano a sfregarsi con “lussuria”.
«Siamo in tanti, siamo forti».
Recita così il coro degli eletti.

E giù con l’amalgama di terrene e divine leggi
per soggiogar teste pensanti e indipendenti…
E non t’azzardar a proferir diverse congetture
che l’onta ti risucchia vivo!
E non ti sognar di confutar miracoli e visioni
chè non sarai degno d’esser ascoltato…
- L’umiltà professata d’ingiuriosa spocchia è rivestita. -

Affìdati alla Volontà Divina…
…ne trarrai conforto, giovamento e stima!
(Ci servono i docili fedeli, è il nostro quotidiano “pane”)
E dalla Santa Mano accarezzato,
sotto le santificate coltri… dell’Unico e giusto verbo
l’alito di luce e di salvezza ti sarà donato!

Divina… fede

Mai t’ho posseduta
né mai t’ho vagheggiata.
Per me, solo un fardello,
un inutile balzello.

T’offri gonfia di pia luce
e l’umane genti accechi.
Non senti l’atroce peso
degli eccidî in tuo nome?

Che strada ha preso la ragione
per difendersi dalla superstizione?
L’acque del Gange “purificatrici”
di putrida melma son ricolme
e le poveri genti infetta…

Ma tu le guardi assorta.
La tua beata spinta
va oltre l’intima speranza
e con lascivia abbraccia
il carismatico potere
che sapientemente appronta
spettacoli e miracoli…

Mentre la gente muore,
del sottile “mal d’Amore”
perché è peccato grave
usar la giusta protezione.

Mentre la gente muore
di fame e di dolore
perché gli ultimi saranno i primi…

Mentre la gente muore
quando, in nome della fede,
il carismatico potere
al collo infila grandi catene d’oro
simbolo di ciò che a dio li lega
e non come il cappio
che gli può mozzare il fiato…

Mentre la gente muore…
col sogno dell’eterno bene,
sola, con te sotto il cuscino,
sotto forma di santino.

Inesistenti realtà

A Simona

Dove sono tutte le cose
che non esistono, mamma?
Nei tuoi pensieri di bimba,
nei miei pensieri di donna.

S’animano nei sonni agitati,
nei nostri sogni e fantasie
prendono corpo e vita,
succo della mente rapita
da quel nascosto mondo
che ci portiamo dentro,
fragilità, paure e desideri
verso una via d’uscita.

Solo lì, bambina mia
dormono e si svegliano
le inesistenti realtà.

Conoscile e conservale con cura
per essere te stessa per intero,
non una persona a metà…

Avvolgenti nudità

Quale fremito
assale il sapere
d’esser nuda
di dorati orpelli,
priva di quel forziere
che l’essere imprigiona.

Libera e nuda,
con la musica nel cuore,
come gocce d’acqua pura.
Leggera e viva
piena di sole e risa
anche se nuda.

I confini del mondo

Ridisegnati i confini del mondo
con linee e spirali di morte.
Sassi, rovine, esplosioni nella notte,
colonna sonora di vite straziate.

Che ne so, che ne sappiamo noi,
nei nostri gusci d’ovatta,
tra divi e sogni di latta?

Intanto, ipnotiche scatole
di finte e cruente visioni
strizzano menti e cuori
e il nostro lieve dolore
dovrebbe farci volare…

Papa… Caput mundi!

Candido drappo fu la sua veste
e candida la fumata
che lo chiamò
ad acquietar l’umane genti.

Vent’anni e più sul trono
tra pellegrinaggi,
o meglio,
viaggi
per seminar la… fede,

per evocar l’immaginario culto
delle tradizioni perse
ed innalzarle sull’altare
della pietà popolare
condite di falsa innovazione.

Pallottole e reliquie…
dono mariano
d’indubbio gusto pacchiano
che ben s’accosta
all’odierna spettacolarizzazione…

Santificazioni a iosa
i fedeli legano con forza
a questa Chiesa
da ieri diversa solo in vetrina,
ma l’inversione di tendenza
dell’inquisizione è la recrudescenza.

Politica mistificazione,
all’apertura, ai dialoghi ecumenici
sembra così avvezza…
Ma in Dominum Jesus
così si recita:
«Fuori dalla Nostra Chiesa…
non c’è salvezza!»
.

Risonanze

Senza trucco né inganno
il nulla si fa spazio tra le stelle
e nel suo buio di velluto
ingoia ogni traccia di vita.

E mentre la carne s’addormenta
illuditi pure, ma io diffido
che l’anima proceda i suoi passi
e come pietra al ricordo si posa.

Atei

Ci chiamano superbi
per non avere un dio
a cui affidare l’anima…

C’inducono a pregare
per ottenere in dono
la forza di superare il male…
Ci vogliono salvare
dall’errore e dal peccato
di godere di un libero pensiero…

Noi, “senza dio”, facciam paura
chè siamo senza briglie…
Siam piccoli e meschini
senza valore aggiunto
senza la fede che ci cura.

Così siam visti e additati,
votati alla lascivia, al vizio…
D’onestà e di forza privi
alla perdizione assoggettati…
Ma del mondo la visione
assume mille volti
Legarsi ad altri pensieri o fedi
o esser liberi d’aver altro giudizio.

La ragione per noi ha la sua forza
contro ogni discriminazione,
per la dignità di noi persone.

C’è un credo anche nell’ateo
che non ha meno valore
ed è in questa e in nessun’altra vita.

Questa dolce e triste vita…
- la nascita, la morte -
degna d’essere vissuta
all’insegna del rispetto
oltre diversità di sesso, di colore.

11 settembre 2001
(La fine del sogno americano)

Non più sogni di gloria
accarezzano l’azzurro del cielo.
La “generosa” morte
è arrivata dall’alto,
colma di rabbia.

Dall’alto di un odio profondo
ha svettato sovrana
colossi d’acciaio,
le cime del mondo.

Ora son masse di sabbia.
I resti di vita segnata sui fogli
gemono come disperse anime bianche.
Pietrificate, le menti straziate
restano inermi nel dolore infinito.

Solo corpi nel vuoto,
solo urla lontane,
solo candidi drappi
smuovono l’aria crudele.

Ma il pensiero riparte,
rivolto ai soprusi di tutti i potenti,
all’assenza di strade di pace,
alla miseria di genti in disparte…
La giostra gira nel buio
e solo un profilo contempla.
Questo orrore senza fine
ha in sé una debole luce
che punta sul cerchio totale
e svela ingiustizie profonde.

Da squarci di terre riarse
germoglia solo sconforto
e solo la morte risponde

 
 


Circolo UAAR di RomaVia Ostiense 89, 00144 Roma — Tel. 06 575 7611 - 338 316 3509 — e-mail