Scrivici

  • Home Page

  • Il circolo

  • Contributi

  • I nostri stand

  • Servizi ai cittadini

  • Rassegna stampa

  • Roma laica

  • Atei e agnostici a Roma

  • Curiosità

  • Urbis Obscura

  • La vetrina del circolo

  • La pagina dei video

  • La pagina delle “risatee”

  • La pagina dei download

  • Calendario

  • Scrivici !

  • Area iscritti

  • IN COSA CREDONO I NON CREDENTI

    Fu il cantante Luciano Ligabue nel suo celeberrimo primo film RADIOFRECCIA (ispirato ai racconti del libro FUORI E DENTRO IL BORGO) ad ideare una sorta di “credo goliardico” dei non credenti.
    Protagonista di questa eccentrica interpretazione è Stefano Accorsi nel ruolo del giovane Ivan Benassi (soprannominato “Freccia”) che in una notte d’estate dal microfono di RADIO RAPTUS (la piccola emittente di provincia attorno alla quale si svolge la vicenda raccontata nel film) si improvvisa autore del noto monologo che è ormai diventato un cult.

    GUARDA IL VIDEO (clicca qui)

    Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.

    Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese.

    Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.

    Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.

    Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in “qualche dio”.

    Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.

    Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.

    Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx.

    Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.

    Credo che per “credere”, in certi momenti ti serva molta energia.

     

     

    Circolo UAAR di Roma “Gianni Grana”

    SEDE UFFICIALE:
    Piazza G. Mosca, 50 - 00148 ROMA

    SEDE OPERATIVA:
    Presso la sede UAAR nazionale
    in Via Ostiense, 89 - 00154 ROMA

    Telefono : 06 83768954
    Cellulare: 346 022 7998
    Telefax: 06 2332 49402
    email: roma@uaar.it