La pagina della musica
NOTA - In questa pagina sono contenuti tutti i video di brani musicali che hanno contenuti anti-confessionalisti, anticlericali, anti-religiosi o semplicemente riguardanti la laicità oppure l'ateismo o l'agnosticismo. I testi, i video e le tematiche dei brani esposti sono opera individuale di diversi autori e possono quindi non rappresentare la posizione ufficiale dell'UAAR.
ITALIANI
Edoardo Bennato nel pieno degli anni 70 con il suo disco IO CHE NON SONO L'IMPERATORE, propose questo brano che può considerarsi a tutti gli effetti come uno dei primi esempi di manifestazione antipapista della musica leggera italiana.
Simone Cristicchi attraverso uno dei suoi pseudonimi (Rufus) è salito agli onori della cronaca con questo brano manifestamente anticlericale che tra il 2007 ed il 2008 ha fatto molto parlare di se.
Simone Cristicchi in una nuova performance anticlericale, questa volta dal vivo in Piazza Navona alla manifestazione CORAGGIO LAICO del 12 maggio 2007.
Uno dei brani più famosi della liberalizzazione e della autodeterminazione degli anni 80.
Volgari, dissacranti e sessisti: i PROPHILAX (affermato gruppo romano) sono gli autori di uno dei più violenti ed agguerriti brani anticlericali del nuovo millennio. In questo pezzo vengono sintetizzati in poche battute tutte le prepotenze ed i privilegi della chiesa cattolica e si parla esplicitamente di sbattezzo.
Non è la prima volta che Vinicio Capossela ironizza sulle feste religiose di paese. In questa grande interpretazione i riflettori dell'ironia sono puntati sugli aspetti più patetici della "Festa del cristo risorto".
La più famosa band demenziale italiana (ELIO E LE STORIE TESE) ha realizzato a metà degli anni 90 questa famosa cover del noto brano BORN TO BE ALIVE di Patrick Hernandez condendola con riferimenti biblici tipici del catechismo scolastico che molti tra i giovani degli anni 70 ricordano nella loro infanzia non sempre con troppo piacere.
Il più noto brano anticlericale del famoso cantante e comico milanese rielaborato dal vivo negli anni 90 dall'edizione originale del 1969.
Il titolo di questo brano del gruppo bolognese affonda le sue radici in riferimenti musicali e cinematografici ben noti. I contenuti delal canzone sono un sarcastico grido di libertà della generazione giovanile contro il clericalismo e l'etica perbenista proposta dalla religione.
Parodia del brano di Frangetta (Milano's burning) in chiave manifestamente anticlericale ed antipapista.
Altra parodia del brano di Frangetta che prende di mira il movimento dei papaboy.
Con gran dispiacere dei confessionalisti della destra italiana, anche l'islam è entrato nel mirino dei gruppi italiani di rock demenziale. Il gruppo romano inventore del cosiddetto "hard rock cafone" aveva già partorito nei primi anni 90 questo brano d'assalto che apparentemente voleva sembrare filo-islamico. In realtà ad un'attento ascolto la canzone rivela i caratteri più gretti della religione musulmana.
STRANIERI
In Italia questo brano della band irlandese è passato alla storia più per la cover di Vasco Rossi nota come Gli spari sopra che non per la sua versione originale (praticamente sconosciuta ai più nel nostro paese, così come sconosciuti sono i suoi autori). Ma mentre il brano di Vasco Rossi è di fatto un grido molto qualunquista contro il potere generalizzato, il testo molto più ermetico degli AN EMOTIONAL FISH è centrato sulle falsità di una certa società borghese transnazionale che si nasconde dietro a delle vere e proprie patologie collettive (tra cui le religioni). Il rtornello "Celebrate ! ... This Party's over" è un vero e proprio imperativo a metà tra il sarcastico e l'ironico (TRAD: "Celebrate ! ... Questa festa è finita !). Nel testo sono riportati (in tono di derisione) anche evidenti richiami alla misericordia divina e a Babbo Natale.
I Rush sono considerati dagli appassionati di musica come uno dei più grandi gruppi rock della storia, sia per l'altissima preparazione tecnica (ciascun membro della band è considerato un fuoriclasse nell'uso del proprio strumento musicale) ma anche i contenuti altamente filosofici e culturali dei testi delle loro canzoni. Questo brano "Freewill" (libero arbitrio) rappresenta l'esempio più concreto della loro battaglia per l'affermazione della libertà di pensiero e di azione dai dogmi della religione.
I Muse (nota band inglese passata alla storia per brani come "Time is running out") hanno composto un brano altrettanto noto che parla di ateismo. Lo hanno fatto con le consuete visioni molto ambigue ed impressioniste che contraddistinguono i loro testi. Questo brano è stato anche oggetto di un lungo commento sulla pagina dei contributi di questo sito.
Si tratta di uno dei brani più riusciti della band leader del "rock elettronico". L'attacco è manifestamente diretto al catechismo e alle velleità di conversione della chiesa cattolica e delle chiese cristiano-evangeliche.
Rispetto al testo, questa cover di Marilyn Manson non ha nulla da aggiungere al brano originale dei DEPECHE MODE. Tuttavia il video ad essa associato è sicuramente più pirotecnico nei contenuti: l'immagine della chiesa associata agli aspetti più oscuri della dittatura e del potere, uniti alla seduttività della fede e alla falsità e alla venalità delle correnti religiose, ne fanno un misto davvero esplosivo condito in modo efficace dalle posizioni di orientamento "satanista-laveyano" dell'autore. Le immagini sono crude, oscure ma molto incisive.
Anche la band inventrice dello speed-metal ha dato il suo contributo all'anticlericalismo e all'anti-religiosità. Il brano MASTER OF PUPPETS è il grido di accusa più violento verso i predicatori di ogni estrazione culturale (sia televisivi che da piazza).
I Dead Kennedys sono considerati la band più politicizzata della storia degli Stati Uniti. La loro musica esprime a pieno la violenza del punk americano degli anni 70-80. Le loro posizioni anti-clericali ed anti-religiose sono proverbiali. Uno dei loro brani più noti sull'argomento è RELIGIOUS VOMIT (che esprime ampiamente le loro vedute sulle correnti religiose).
Altra interpretazione dei Dead Kennedys. Il brano è un duro attacco alla questua e alle richieste di denaro da parte delle organizzazioni religiose.
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