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Rassegna Stampa
a cura di Stefano Arzillo
Notizie sulla laicità e la cultura laica, sulle tendenze confessionaliste della popolazione e della politica, sulle discriminazioni e le circuizioni di carattere religioso, sui rapporti tra religioni ed istituzioni e sulla tutela dei diritti umani nella città di Roma e nella provincia.
- 27/07/2007: Arrestati due gay per essersi baciati"REPUBBLICA".
«ROMA - Arrestati due Gay per essersi baciati in pubblico : i Radicali scatenano un'interrogazione parlamentare e la Procura apre un fascicolo».
- 05/07/2007: Prete condannato per pedofilia"CORRIERE DELLA SERA".
«ROMA - A.D. 58 anni sacerdote e insegnante alla scuola Media Salvo D'acquisto dovrà scontare 4 anni e due mesi di carcere».
- 24/6/2007: IL VESCOVO DI FRASCATI : "I gay non possono essere considerati cristiani" - (Liberazione).
«Laura Eduati - ROMA : Che sia chiaro, «i gay non possono essere considerati cristiani». Lezione di catechismo con digressione omofoba, quella impartita il 26 maggio da mons. Giuseppe Matarrese, vescovo di Frascati, ad un gruppo di ragazzini in preparazione per la cresima. Il fatto è accaduto a Montecompatri, piccolo paese in provincia di Roma, ed è stato riportato dalla agenzia cattolica Adista che da lunedì darà un resoconto dettagliato della vicenda. Il vescovo stava parlando della famiglia, della famiglia naturale eterosessuale, quando ha sentito il dovere di spiegare il posto degli omosessuali: fuori dalla Chiesa. Una dottrina in chiaro contrasto con il magistero cattolico, visto che le pecorelle smarrite vanno accolte. Probabilmente mons. Matarrese ha voluto parlare chiaramente, per farsi capire meglio dai giovani ragazzi. Che hanno afferrato il concetto. Una ragazzina presente al ritiro spirituale ha alzato la mano e lo ha contestato: «Secondo me non è giusto». Così ha detto: «Secondo me non è giusto perché i gay invece possono amarsi come un uomo e una donna». E qui, racconta Adista, il vescovo 73enne ha perso la pazienza, zittendo in malomodo la ragazzina ribelle chiamandola "scema" e rivolgendo un irritato "hai la capoccia vuota" ad una compagna che tentava di difendere l'amica. Peggio: mons. Matarrese si è rivolto ai genitori e al parroco pretendendo le scuse da parte dei cresimandi, minacciando di escluderli dalla celebrazione del giorno successivo. Mamme e papà preoccupati hanno tentato di convincere i figli, inutilmente. Le scuse non sono arrivate. Il vescovo ha comunque deciso di impartire la cresima ai ragazzi ribelli e agli adulti che li accompagnavano, ma si è tolto un sassolino dalla scarpa: durante l'omelia, ha parlato direttamente con i genitori invitandoli caldamente di tenere sott'occhio i figli che «evidentemente si sono allontanati dalla retta via». "Liberazione" ha tentato di raggiungere telefonicamente mons. Matarrese, che però si trova in ritiro spirituale e non ha potuto fornire una spiegazione. Ruiniano di ferro, il vescovo di Frascati è fratello del più celebre Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio, e di Vincenzo, presidente della squadra di calcio del Bari.»
- 13/6/2007: IL VATICANO ATTACCA AMNESTY INTERNATIONAL.
«ROMA (Reuters) - mercoledì 13 giugno : Amnesty International ha respinto oggi l'appello lanciato dal Vaticano ai cattolici, nel quale chiede di ritirare l'appoggio al gruppo a causa della sua iniziativa per decriminalizzare dell'aborto. La nuova posizione di Amnesty intende riconoscere alle donne la possibilità di abortire quando la loro salute o i loro diritti umani sono in pericolo.» - Per esprimere la vostra solidarietà ad AMNESTY
- 12/5/2007: ANTONELLA RUGGIERO DISERTERA' IL FAMILY DAY (AGR).
«ROMA - Antonella Ruggiero ha deciso di non partecipare al Family Day. ''Quando ho accettato di partecipare a questa iniziativa - spiega - non ero consapevole delle strumentalizzazioni che la manifestazione avrebbe avuto''. L' artista sottolinea: ''Visto che lo scenario ormai mi e' chiaro, non mi sento piu' di garantire la mia presenza ad una manifestazione che e' chiaramente schierata contro i miei principi di tolleranza, liberta' e tutela dei diritti civili''. (Agr)».
- 8/5/2007: Entro giugno Roma avrà un contact-center multicanale anti-omofobia, promosso dall'assessorato alle Pari opportunità del Comune. (www.epolisroma.it del 8 maggio 2007).
«Il servizio è destinato a tutti i cittadini gay, lesbiche e transessuali vittime di aggressioni. L’ultima aggressione di stampo omofobico, fuori da una discoteca di Testaccio, ha registrato la dura condanna dell’assessore capitolino alle Pari opportunità, Cecilia D’Elia: «Desidero esprimere la solidarietà del Comune di Roma al ragazzo aggredito sabato notte a Testaccio. Voglio anche dirgli che se deciderà di sporgere denuncia contro i suo aggressori, come spero, l’Amministrazione sarà al suo fianco per aiutarlo». E un importante aiuto, in cui D'Elia confida, sarà svolto dal nuovo servizio multimediale (telefono, sito web, email), che entrerà in servizio nelle prossime settimane. ».
- 7/5/2007: Family day S. Giovanni, già pronti mega palco e 8 schermi (www.epolisroma.it del 7 maggio 2007).
«È iniziata la fase tecnico-organizzativa del Family Day. Da ieri 30 operai sono al lavoro, a piazza San Giovanni, per allestire il maxipalco - 30 metri per 20 - che farà da sfondo al megaraduno del 12 maggio. La macchina organizzativa prevede 20 milioni di volantini, 250mila manifesti, distribuiti in scuole, chiese, supermercati, cinema e in tutti i punti di aggregazione. Secondo gli organizzatori arriveranno oltre mille pullman, sette treni speciali, e tantissime famiglie in macchina. Per “vivere la manifestazione anche se non vicini al palco” otto maxischermi. Tre palloni aerostatici con il logo dell’iniziativa, una ventina di gazebo con 1.200 volontari per gadget, volantini, palloncini e informazioni. E ancora, 60 clown, sale per il trucco e 30 trampolieri, saranno distribuiti 30mila palloncini con lo slogan “Più famiglia”. E poi, fasciatoi, forni a micro-onde per i biberon, migliaia di bottigliette d'acqua e ombrelli e spot su quasi tutte le radio.».
- 6/5/2007: Sit in di Marco Pannella di fronte al Vaticano in difesa della libertà di espressione (www.epolisroma.it del 6 maggio 2007).
"Siamo tutti Andrea Rivera". Con questo slogan ventitrè radicali hanno manifestato ieri, tra piazza San Pietro (Città del Vaticano) e piazza Pio XII (Italia), in segno di solidarietà con il conduttore del concerto del Primo Maggio, per difendere il suo diritto a criticare il Papa e la Chiesa, per il caso Welby e la dottrina contraria all’evoluzionismo. Tra i manifestanti radicali anche Marco Pannella, la segretaria nazionale Rita Bernardini e Marco Cappato. L'OSSERVATORE ROMANO aveva censurato nei giorni scorsi questo uso del palco allestito il giorno della festa dei lavoratori in piazza San Giovanni dai sindacati, arrivando a definire "terrorismo" le parole di Rivera. E a gridare questa mattina "no Vatican, no taliban" c'era anche il segretario della Camera Sergio D’Elia (Rnp), già condannato per banda armata e concorso morale nell’omicidio dell’agente Fausto Dionisi, e oggi parlamentare. L’attore Tony Garrani e l’anziano ex segretario radicale Sergio Stanzani, portato in sedia a rotelle. La Roma «Andrea R era non lo conoscevo prima del concertone del primo maggio, così come tanti altri italiani. Ma lui ha espresso durante una manifestazione popolare e istituzionale un pensiero condiviso da tutto il popolo, tra praticanti e non. E lo scandalo è stato proprio questo che, durante una manifestazione istituzionale come quella del primo maggio, una voce spontanea della gente si è posta un interrogativo: perché in Chiesa sono stati ospitati dittatori e una persona come Piergiorgio Welby no?». Lo ha dichiarato ieri il leader dei Radicali italiani, Marco Pannella, nella contestazione organizzata ieri mattina di fronte San Pietro a sostegno del comico Andrea Rivera, e per ricordare la manifestazione dei Radicali del prossimo 12 maggio, 33° anniversario della vittoria sul divorzio, in concomitanza con il "Family Day". Pannella ha aggiunto: «Sappiamo benissimo che le para-istituzioni porteranno a Piazza San Giovanni milioni di persone, mentre noi saremo gli stessi della marcia di Natale e quella di Pasqua contro la pena d morte. Ugualmente -assicura Pannella- saremo a Piazza Navona il 12 maggio per ricordare questa data importante, quando nello stesso giorno del 1974 ci fu il referendum sul divorzio ». Aumenta intanto l'adesione di forze politiche, artisti, testate giornalistiche (tra cui Epolis, Liberazione, Il Riformista, Radio Radicale) che hanno aderito all'iniziativa dei Radicali. Una manifestazione che, secondo quanto dichiarato da Elisabetta Zamparutti, tesoriera dei Radicali: «non potrà contare sulle risorse economiche e sulla potenza “militarizzata” di reclutamento della Cei, che sta già operando all'interno delle parrocchie per portare gente a San Giovanni. I vertici ecclesiastici possono contare sull'8 per mille. Noi contiamo sull'adesione spontanea della gente, lo dice l'Istat che forme di convivenza extra matrimoniali sono sempre più diffuse». ? P.A. manifestazione ha avuto luogo mentre centinaia di fedeli si trovavano in fila in PIazza San Pietro, per far visita alla tomba di Papa Giovanni Paolo
II. «È andato tutto bene alla manifestazione di oggi (ieri ndr) a San Pietro - dice Elisabetta Zamparutti, tesoriera dei Radicali - C'erano un paio di ragazzi americani, turisti, un po' increduli davanti ai nostri striscioni “No Vatican, non Taliban”: hanno parlato affettuosamente con Marco Pannella, che tra l'altro è in sciopero della fame dal 16 aprile sulla moratoria delle esecuzioni capitali». Secondo la tesoriera dei Radicali, è in atto un'offensiva a tutto tondo del Vaticano: «Anche l'attacco a Rivera, tacciato di terrorismo, è sintomo di rigidità - aggiunge Zamparutti - Sembra quasi un colpo di coda, delle gerarchie ecclesiastiche, sempre più difficile da spiegare e violento. Un colpo di coda che denota debolezza: nel mirino del Vaticano ci sono diritti acquisiti della società civile come il divorzio, l'aborto e pure l'eutanasia. Negare i funerali a Welby è un segno di difficoltà». In questa direzione, secondo la dirigente Radicale, il ritorno in campo di Marco Pannella, come leader della non violenza, a trent' anni dalla battaglia sul divorzio, è sintomatico. «Marco Pannella sente un clima di violenza da parte dei vertici clericali - conclude Zamparutti - Per questo reagisce con la non violenza».
- 5/5/2007: È ormai di moda dare del terrorista a chiunque la pensi in modo diverso. Terroristi sono coloro che usano le parole in modo insensato (www.epolisroma.it del 5 maggio 2007).
«Lello Voce (Scrittore e poeta) - Le parole feriscono come spade. Perciò vanno usate bene, senza chiamar lucciole le lanterne. Prendiamo il lemma ‘terrorista’. Il suo uso è inflazionato e spesso a sproposito. Qualche esempio: il vicepresidente della CEI ha chiamato terroristi i medici e le donne che praticano, come consentito dalla legge, l’aborto, anche se è ovvio che di terrorista quei medici e quelle puerpere non hanno un bel nulla. Passi chiamarli assassini, ma perché terroristi? Per parte sua, il Pro Sindaco di Treviso, Gentilini, ha recentemente definito terroristi gli insegnanti e i genitori degli allievi delle scuole a due passi dalla De Longhi incendiata, perché, pretendendo una bonifica dei plessi in difesa della salute dei bambini, spargono ‘terrore’. Ecco che, in un lampo, un genitore, o un insegnante preoccupato, si trasforma in un seguace di Al Quaeda. Per ultimo l’angelicissimo Osservatore Romano, che dà del terrorista a Rivera il quale, dal palco del concertone sindacale, ha detto che la Chiesa a negato i funerali a Welby, ma ha celebrato (aggiungo: in pompa magna) i decessi di Franco, Pinochet e di un componente della Banda della Magliana. Rivera, in soldoni, è un terrorista perché ha detto la verità e questo suo essere un ‘terrorista’ esime il foglio vaticano dal dire alcunché su tante sante esequie come minimo imbarazzanti. Insomma, pare che sia venuto di moda dare del terrorista a chiunque non è d’accordo con noi. A me, invece, resta il filologico dubbio che i terroristi veri (linguistici, se non altro) siano coloro che usano le parole con tanta insensata e provocatoria disinvoltura.
- 3/5/2007: CONCERTO DEL 1°MAGGIO : RIVERA IRONIZZA E IL VATICANO LANCIA STRALI (www.epolisroma.it del 3 maggio 2007).
«Salvatore Cannavò - DEPUTATO PRC : Inaudita l'aggressione dell'Osservatore Romano «L'aggressione del Vaticano? Inaudita. Esprimiamo solidarietà a Rivera per gli attacchi subiti dall’Osservatore Romano. Quanto scrive il giornale è gravissimo: la civilissima critica sui funerali negati a Welby, viene equiparata al terrorismo» Domenico Di Virgilio - DEPUTATO FI : Inqualificabili gli attacchi del conduttore al Papa «Di una gravità inaudita gli inqualificabili attacchi rivolti al Papa durante il concerto del 1° Maggio ripreso in diretta televisiva. Non possiamo che criticare con forza il comizio del conduttore, che dovrebbe scusarsi per la sua arroganza e per la sua ignoranza».
- 3/5/2007: Quando dire “relativista” è un insulto (www.epolisroma.it del 3 maggio 2007).
«Chiara Lalli (bioeticista) - Alcune parole vengono svuotate del significato originario e umiliate da un’interpretazione forzata e ingenerosa. Una di queste è senza dubbio “relativismo”. Dire a qualcuno “sei un relativista” è, sulla bocca di molti, sinonimo di un insulto bello e buono. Benedetto XVI ha dichiarato guerra al relativismo morale e culturale. Rappresentanti caricaturali di un pensiero aconfessionale hanno appeso al chiodo relativismo e laicità, come scarpette ormai consumate. Per non parlare dello spirito che anima quel bizzarro appuntamento che si chiama “Family day”: di famiglia ce n’è una sola, nessuno spazio al relativismo (familiare)! È utile ricordare che in campo morale non esiste una Verità, e che ognuno, in assenza di danni a terzi, dovrebbe legittimamente scegliere come vivere, secondo le proprie preferenze. Nessuna imposizione di un punto di vista, ma la libertà di scelta affidata alle persone: questo è il relativismo. E mai dimenticare che l’alternativa si chiama oppressione, tirannia, dogmatismo. Si chiama abuso e violazione delle libertà individuali. La tentazione di redimere le pecorelle smarrite in nome di valori assoluti è irresistibile: liberati dal presunto errore gli uomini saranno schiavi. Schiacciati da una Verità morale scelta da altri. Chi vuole scegliere liberamente e rispettare le scelte altrui non può non dirsi relativista. Questo è il senso di una iniziativa relativista, il “Families night” (non sfugga il plurale) prevista per la notte dell’11 maggio: una candela a sostegno di tutte le famiglie, dell’amore e non di una istituzione. Nessuna imposizione ma libertà di scelta, questo è il pluralismo: l’alternativa significa oppressione, tirannia e dogmatismo.
- 3/5/2007: Roma In piazza per i diritti civili «Ancora un altro “no”». (www.epolisroma.it del 3 maggio 2007).
«“Coraggio laico” dà appuntamento a Roma per il 12 maggio, 33 anni dopo la vittoria contro chi voleva affossare divorzio. E in contemporanea con il Family day. di Fabio Albertelli A rgentina Marchei, popolana di Trastevere, iscritta di lungo corso al Pci, un matrimonio naufragato, il volto segnato da gioia e stanchezza, i piedi avvolti nelle pantofole, le gambe gonfie: in lei che festeggia la vittoria del No, Marco Pannella, ancora oggi riconosce quell’Italia laica che 33 anni fa si oppose all’abrogazione del divorzio. E si ritrovò a Piazza Navona per celebrare la sconfitta della “reazione” della Chiesa e dell’indecisione della sinistra che temeva di veder incrinarsi l’unità «delle masse cattoliche e comuniste». 33 anni anni dopo, il “Coraggio laico” torna a piazza Navona: nello stesso giorno, il 12 maggio, di quella storica vittoria; nello stesso giorno del “family day” che da appuntamento a Piazza San Giovanni «per rinnovare, ancor più forte, più potente la stessa sfida. Come se il divorzio – aggiunge Pannella – non avesse generato oltre un milione emezzo di nuove famiglie, ma in nome dell’amore e della dignità di coppia». La manifestazione ha cambiato nome strada facendo, da “Orgoglio laico” è approdata a “Coraggio laico”, sottile distinzione quasi a significare, dice ancora Pannella, «una razza in via di estinzione» che ha avuto il merito «di rappresentare la più alta sintonia con i bisogni e le sofferenze della gente». Ma che oggi fa i conti con un governo di centrosinistra «che non trova, per ora, una maggioranza – scrive Marco Cappato su Agenda, mensile dell’Associazione Marco Coscioni - nemmeno su un pallido tentativo di riconoscimento di famiglie che non siano quelle unite nel vincolo del matrimonio sacralizzato». Ricorsi storici che portano il centrodestra «a strizzare l’occhio al Vaticano – aggiunge Cappato – avendo a sua volta espulso o marginalizzato ogni componente di sapore liberale», ma che soprattutto «ci dicono – afferma Pannella – quanto i potere della controriforma torni più forte». Usa parole di fuoco il leader della Rosa nel Pugno che proprio ieri ha varcato la soglia dei 77 anni. Definisce «talebani i disperati vaticani », protagonisti di «un’offensiva fondamentalista alla quale dobbiamo rispondere con coraggio». Già, quel coraggio che finora è stato tiepido: «Al di là delle adesioni, voglio vedere quanti saranno in piazza». «Noi briganti laici – prosegue Pannella - noi incursori della civilità che abbiamo attraversato la storia dei diritti civili, siamo ancora qui». Ma qui riemergono anche il «fiume carsico della reazione e i suoi affluenti fascisti, fondamentalisti e comunisti». Ce n'è per tutti, per il Comune di Roma che magari manterrà l'equidistanza dalle due manifestazioni; per quel nascente Partito democratico «che nemmeno - spiega Pannella - si è degnato di rivolgersi a chi (e ricorda la data del 1993 ndr) lanciò per primo il progetto “Per il Partito democratico”». Argentina Marchei,donna coraggio delle battaglie per il divorzio per Pannella è il simbolo di una vittoria che il Family day torna a mettere in discussione. Scegliendo una piazza «da sempre utilizzata - dice Cappato - dalla sinistra ufficiale, che vi ha convocato il suo popolo per i motivi più diversi, ma mai su obiettivi di libertà civili e laiche ». E San Giovanni, la piazza progressista «diventa l'umiliato emblema della diserzione che ha consentito il ritorno della controriforma». Il simbolo di quei giorni «fu Argentina Marchei, popolana di Trastevere, che si schierò per una battaglia di civiltà»
- 3/5/2007: Concertone sotto accusa per le dichiarazioni di Andrea Rivera sulla Chiesa. Interviene l'Osservatore Romano, si scatena il dibattito politico, i sindacati si scusano e Prodi media. (www.epolisroma.it del 3 maggio 2007).
«Questa volta sotto tiro è finito Andrea Rivera, conduttore-performer. Dal palco di San Giovanni, tra gli applausi di 700mila anime, ha attaccato la Chiesa (e non solo) e si è beccato gli strali del Vaticano, del sindacato e di tutto il Parlamento. Premier compreso. Il “busker” ha chiesto pure scusa ma non è servito a niente. Al confronto artisti che sforano (Chuck Berry), che non suonano affatto (la Pfm) e miti finiti fuori onda (nel '91 Elio e le Storie Tese, ora la Berté) sono una sorsata d'acqua fresca. Dopo i dubbi sul cast sciolti solo all'ultimissimo momento, l'edizione 2007 del Concertone ha mostrato che più di tutto è mancato un collante tra i vari momenti della maratona musicale, compito che spetta tradizionalmente ai presentatori. La scelta del trittico Rossi/Rivera/ Gerini è stata azzardata, soprattutto perché a conti fatti la vera presentatrice è stata l’attrice, che non ha convinto. Emozionata o in evidente difficoltà compie l’errore più grande che si possa fare con una piazza: la rimprovera, e lì finisce definitivamente il feeling con i settecentomila di San Giovanni, che la subissano di fischi mentre legge un comunicato antipirateria. Paolo Rossi era annunciato tra i presentatori, ma il suo apporto è stato quasi esclusivamente musicale. Poco per risollevare le sorti della kermesse. DISCORSO A PARTE per Andrea Rivera. Sin dalle prime battute è entrato in sintonia con il pubblico, ed è stato evidente come per tanti anni sia stato dall’altra parte del palco, ma gli sono stati lasciati pochi spazi. Nonostante questo, il giovane performer romano ha fatta esplodere una ridda di polemiche. «Il Papa - ha dichiarato Rivera dal palco - dice di non credere nell’evoluzionismo, e c'ha ragione: la Chiesa in duemila anni non si è evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby, non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana». Parole che nel giro di poche ore hanno scatenato un putiferio. Cgil, Cisl e Uil si sono dissociate parlando di “dichiarazioni molto stupide”, sullo stesso tono il direttore di Raitre Paolo Ruffini. Reazioni infiammate sono giunte dalla Cdl e a a sinistra solo in pochi hanno difeso il presentatore. Perfino il premier Prodi ha chiesto di «abbassare i toni, per una questione di buon senso». La condanna più dura è giunta ieri dal Vaticano che, attraverso le pagine dell’Osservatore Romano, ha parlato del conduttore scrivendo «è terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa», mettendo all’indice gli organizzatori per aver scelto l'autore capitolino come conduttore. Dal canto suo Rivera ha detto di essere dispiaciuto del polverone sollevato, di aver concordato le battute con gli autori, e ha aggiunto: «Credo nella Chiesa di San Francesco, ma credo anche nella libertà di coscienza che un uomo di fede deve mantenere all’interno della Chiesa stessa. Trovo molto più violento mandare una pallottola a Bagnasco, quello è grave». E la musica del primo maggio? Come al solito: di sottofondo.
Elio Vito - CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA ALLA CAMERA : «Si è trattato di gravissimi attacchi contro la Chiesa e sarebbe bene che il Governo riferisse in aula»
Sandro Curzi - CONSIGLIERE RAI : «Mi sembra una pericolosa provocazione dare del terrorista a un giovane comico o artista di strada» «Se battute concordate con gli autori sono state ritenute fuori luogo, allora lo è anche l’articolo 21 della nostra Costituzione»
- 1/5/2007: Per Gabriele Paolini: offese al Pontefice - Per il disturbatore della televisione una nuova imputazione (www.epolisroma.it del 1 maggio 2007).
«Non finiscono le avventure giudiziarie del “disturbatore tv” Gabriele Paolini. Dopo la sentenza di assoluzione che giorni fa ne aveva proclamato l’inno - cenza piena dagli assalti nelle dirette televisive, arriva per lui una nuova imputazione. Il prossimo 20 giugno il terrore di giornalisti dovrà comparire davanti al tribunale per rispondere di interruzione di pubblico servizio e di offese a una confessione religiosa mediante il vilipendio delPapa. A citarlo direttamente in giudizio è stato questa volta, il pm Antonella Nespola, dopo l’ennesima denuncia presentata dalla Rai. Paolini è accusato di aver “turbato la regolarità della diretta tv” trasmessa dall'azienda di viale Mazzini nella sede della Federcalcio il 5, 6 e 15 luglio del 2005, urlando al megafono una serie di insulti contro l'allora premier Berlusconi e Papa Benedetto XVI ed esibendo un cartello contro Emilio Fede. Chissà quale destino processuale avrà l’ennesima delle performance di Paolini, scagionate nei giorni scorsi dalla sentenza del giudic e capitolino Gennaro Francione, che lo aveva assolto dall'accusa di molestie nei confronti di 4 cronisti Rai nel corso di collegamenti in diretta, tra il 2002 e il 2004. Il giudice aveva interpretato infatti le incursioni di Paolini come un modo per esercitare un diritto di libera espressione del pensiero. Tra le pagine della sentenza si legge che “solo formalmente l'intrusione di Paolini si traduce in un’azione di disturbo che altera le normali condizioni di tranquillità delle persone che stanno lavorando”. Anzi, quelle incursioni “portano a un aumento dello share cui è legata la vita dell'azienda Rai, il che non solo non arreca danno, ma si risolve in un evidente beneficio per l 'ente”. Non solo, i noti ‘ra i d ’, “talora anche volgari e diseducativi - conclude il giudiceFrancione - sono volti a manifestare idee nuove e battaglie civili attraverso il mezzo televisivo risultano alla pari di programmi tv ”.
- 1/5/2007: Marco Pannela : Ribadiamo in piazza i valori sani dell'Italia (www.epolisroma.it del 1 maggio 2007).
«Il 12 maggio a Roma celebreremo la vittoria del referendem sul divorzio». Tempi duri per Giacinto Pannella detto Marco. Radicale, liberale, anticlericale di sovente, nonviolento e infine antiproibizionista, nelle pause tra svariati s a t y a g ra h a e innumerevoli cioperi della fame il suo fisico di quasi settantasettenne (li compirà domani), spesso volontariamente debilitato, deve difendersi dall'accusa di «esasperato laicismo» che secondo l'ex presidente del senato Marcello Pera sarebbe l'ingrediente preferito dai «veri cuochi di questo brodo di denigrazioni, sarcasmi, accuse, offese». Tutte cose che avrebbero preceduto il proiettile recapitato al presidente della Cei Bagnasco.
Pannella è reo di tacere, come «Capezzone, Boselli, Grillini, Bertinotti, e tutti quei laicisti muscolosi e gay orgogliosi che hanno inveito contro Papa Nazinger, la Chiesa che interferisce, il Concordato violato, e perciò han fatto marce, portato in giro striscioni, lanciato slogan di protesta». Pannella, si riconosce? Mah, io non so quanta gente si ricordi ancora di Pera e non credo sia utile mettere l'intervista su questo piano. Comunque le rispondo. Prego. Semplicemente sono convinto che in tutti quelli che conoscono il nostro vissuto di radicali, siano essi laici o no, cattolici o no, rappresentiamo da sempre la non violenza e l'amore, e non l'odio e la morte. Anzi, sono al ventesimo giorno di sciopero della fame per la moratoria universale sulla pena di morte. E vorrei anche ricordare che Giovanni Paolo II manifestò più volte simpatia per le nostre iniziative contro lo sterminio di esseri umani a causa delle guerre nel mondo. Il12maggio inpiazzaNavonaaRomaci saràlamanifestazione voluta della
Rosa nel pugno nell'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio: rispostalaicista al Family day? In Italia ci sono circa un milione e ottocento famiglie nate dal divorzio. Dunque? Dunque da ciò che si credeva fosse la distruzione della famiglia sono nate nuove unioni, in nome dell'amore autentico. Questo lessico da enciclica adoperato da lei fa un certo effetto. Spero che il messaggio giunga ai figli delle coppie che si formarono grazie alla Fortuna-Baslini, e a tutti coloro, anche ai più giovani, che hanno compreso il valore delle lotte radicali. Un esempio concreto. La legalizzazione dell'aborto ha portato ad una forte contrazione degli aborti. Naturalmente bestemmia chi sostiene che noi siamo più colpevoli ci chi volle lo sterminio degli ebrei, ritenendo “persona” ciò che non si vede neppure al microscopio. Quindi, con la legge sull'aborto, ne avremmo sterminato miliardi. Effettivamente leiparlaspessodi procreazione responsabile. Converrà con me, a proposito di lessico, che così la mettiamo in termini politici. Io preferisco “concepire con amore”. Parlavo così anche negli anni Ottanta quando facevo lunghe trasmissioni a Teleroma 56. Mi piacerebbe reincontrare oggi tutti quelli che mi ascoltavano allora, dall'una alle due di notte. Cosa è cambiato dal '74 ad oggi? Cosa è cambiato? Sono cambiati gli anticorpi del regime. E i radicali o rosapugnoni che dir si voglia sono il temuto virus. Tuttavia io sono convinto che sono tanti coloro che in questo Paese hanno compreso che cosa il caso Luca Coscioni prima e quello Piero Welby poi hanno voluto fortemente significare, in termini e tici. Maperchétanta cagnarada parte dei radicali per i funerali negati a Welby? Se lei pensa che ormai i funerali vengono concessi a tutti i suicidi... E Piero non era un suicida. Comunque il funerale negato è stato scandalo per il popolo cattolico. Quello che era fuori dalla chiesa, assieme a noi. Presumibilmentelostessoche fece la differenza nel '74. Esattamente. Dobbiamo ringraziare gli elettori della Democrazia Cristiana e del Movimento Sociale. Che abortisti e divorzisti non sono. O non dovrebbero esserlo. A volte prevale un coraggio laico, un “radical pride”. Quello che si vedrà in piazza Navona il 12, per una festa d'amore e di lotta.»
- 30/4/2007: COLOSSEO IN CORTEO PER IL DARFUR (www.epolisroma.it del 30 aprile 2007).
«Si è svolta ieri a Roma, e in in altri 50 paesi, la manifestazione Global Day for Darfur, organizzata da "Italia for Darfur", un movimento per i diritt
- 02/5/2007: I complimenti di Marco Cappato a Rivera.
«Un “bravo” ad Andrea Rivera, che ha ricordato il comportamento del Vaticano sui funerali negati a Welby. Grazie a Rivera, almeno per un attimo, si è intravista la possibilità che questa Piazza San Giovanni non consegni il testimone ideale alla “San Giovanni clericale” convocata per il 12 maggio, ma aiuti – lo speriamo e lo chiederemo – la mobilitazione per il “coraggio laico” del 12 maggio, a Piazza Navona.»
- 30/4/2007: Lettera del Coordinatore del Circolo UAAR di Roma : SULL'OMOFOBIA MI PIACEREBBE SAPERE PERCHE' "CERTE PERSONE" TACCIONO (roma@uaar.it).
«Non essendo esponente o rappresentante della comunità GLBTQ parlo "super partes", ma come cittadino di un paese che aspirerebbe a definirsi civile (e a volte anche coerente) credo di avere il diritto di pormi degli interrogativi. Poco meno di un anno fa, quando la pop-star (di origine cattolica e convertitasi all’ebraismo con il nome di Ester) Luisa Veronica Ciccone (in arte Madonna) si presentò a Roma in una delle tappe del suo tour mondiale con uno spettacolo che prevedeva la presenza di un crocifisso sul set, una parte del mondo cattolico (supportato da rappresentanti delle comunità ebraica ed islamica nonchè da diversi esponenti politici) si sollevò gridando al blasfemo e all'offesa alla religione. Tutto questo è avvenuto nonostante nel 2006 una sentenza del Consiglio di Stato contradditoria quanto discutibile (ed eventualmente pilotata per mantenerlo artificiosamente nelle aule scolastiche) avrebbe decretato che il crocifisso, oltre ad essere considerato un simbolo di laicità, non è considerato simbolo religioso quando si trova fuori da un luogo di culto. Ad un anno di distanza arrivano nei prossimi giorni a Roma diversi esponenti del Reggae caraibico (Cappleton, Beenie Man, Sizla, Elephant Man) la cui parola d'ordine sembra essere quella dell'intolleranza omofoba : i loro testi parlano esplicitamente di bruciare gay e lesbiche. Premesso che nel nostro paese, in cui le regole non sono mai certe, ancora non sono abbastanza chiari i confini entro cui possa esprimersi una forma di arte (anche se estrema). Sembra comunque lecito domandarsi come mai una certa parte di cittadinanza è pronta a montare sul pulpito della caccia alle streghe solo perchè si è esposto un certo simbolo di riferimento non condiviso da tutti e che il consiglio di stato ha decretato non essere neanche di carattere religioso fuori dei luoghi di culto (però nessuno nel concerto di Madonna parlò di bruciare i cristiani o i credenti), mentre ora di fronte ad un fatto estremamente più grave, che consiste nella palese violazione degli articoli di una convenzione fondamentale come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e a seguito di una recente risoluzione contro l'omofobia approvata dal Parlamento Europeo, quelle stesse persone (che sono cittadini come tutti noi e che dovrebbero condividere i valori comuni indipendentemente dalla loro fede individuale) stanno zitte.»
- 30/4/2007: COLOSSEO IN CORTEO PER IL DARFUR (www.epolisroma.it del 30 aprile 2007).
«Si è svolta ieri a Roma, e in in altri 50 paesi, la manifestazione Global Day for Darfur, organizzata da "Italia for Darfur", un movimento per i diritti umani, l'associazione “senza confini” e l'Arci. Al corteo, che si è snodato da piazza Venezia al Colosseo, hanno partecipato alcune centinaia di persone. Hanno aderito le associazioni giovanili di Verdi, Margherita, Forza Italia, le Acli, l'Ugei (Unione giovani ebrei italiani) e i Radicali. Al Colosseo è stata allestita una mostra di vignette di autori come Staino e Vincino. In Darfur, nell'arco di quattro anni, ha provocato almeno 300mila morti e due milioni gli i in Sudan e nei campi profughi in Ciad. Dal 2007 l'Italia siede al Consiglio di Sicurezza Onu come membro non permanente e presiede, conMarcello Spatafora, la commissione per le sanzioni contro il Sudan.»
- 30/4/2007: ESERCITO, UNA MESSA IN SUFFRAGIO DEI CADUTI (www.epolisroma.it del 30 aprile 2007).
«Si tiene questa mattina nella Basilica di Santa Maria Maggiore la messa solenne in onore dei caduti dell’Esercito. Monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare, celebra la funzione religiosa, alla presenza del capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Filiberto Cecchi e delle più alte cariche civili e militari. La celebrazione rientra nel quadro del 146° anniversario della costituzione dell’Esercito. «Un ricordo dei caduti - si legge in una nota - Nell’anno appena trascorso sono stati 25mila, tra uomini e donne, i militari impegnati in 19 paesi; 9 sono caduti sul campo».
- 30/4/2007: FAMILY DAY - Comune di Fiumicino aderisce all'evento (www.epolisroma.it del 30 aprile 2007).
«Il comune di Fiumicino aderisce il 12 maggio alla manifestazione per il “Family Day”. Il consiglio comunale ha infatti approvato un ordine del giorno, in difesa della famiglia, in cui è stato dato consenso al sindaco a partecipare all’evento con il gonfalone del municipio.»
- 29/4/2007: Mirko Coratti : Family Day, vengano tutti la famiglia è trasversale «Come presidente del consiglio comunale assicuro il mio patrocinio» (www.epolisroma.it del 29 aprile 2007).
«Beatrice Nencha - La stanza del presidente del Consiglio comunale è al quarto piano, con vista sui Fori da mozzare il fiato. La prima riflessione di Mirko Coratti è però riservata alla morte di Vanessa Russo, dopo un’aggressione in metropolitana: «Una tragedia assurda, soprattutto per i modi con i quali è avvenuta. Sono convinto che la polizia farà di tutto per assicurare alla giustizia i responsabili ». La seconda è sulle assise dei Ds: «Mi sono venuti i brividi nel sentire Mussi dare l’addio dicendo “compagni, buona fortuna”». E l’ultima sulle allergie che lo tormentano, ma che non lo faranno rinunciare a scendere in piazza per due eventi: la maratona di Primavera e il Family Day del 12 maggio, nonostante le polemiche. LaCostituzionenonhamai messo in contraddizionei diritti della famiglia e quelli della persona, come invece è riuscita a farela politica. Con che animo guarda all’imminente Family Day e pensa che il Campidoglio
potrebbe concedere il patrocinio ? Così com’è stato per altre manifestazioni sui diritti delle persone, immagino che il patrocinio verrà concordato. Mi auguro che sia un patrocinio condiviso da tutte le forze politiche però, se gli organizzatori del Family Day lo chiederanno a me, sarò ben lieto di concedere il patrocinio del presidente del Consiglio comunale. Per il Family Day auspica che ci sia un’adesione politica trasversale ? Certo, a partire dal sindaco, dato che la famiglia riguarda tutti. Sarà un momento per riscoprire un valore che viene dalla storia del nostro Paese e si conferma il primo nucleo di crescita dell’individuo. E fa bene il Vaticano ad esprimersi, in uno Stato che deve essere libero per tutti. Ci sono forze moderate che rappresentano valori della famiglia tradizionale ma su alcuni punti, come la convivenza tra uomo e donna prima del matrimonio, si potrebbe arrivare a delle mediazioni. Dopoi congressi di Ds e Margherita, le altre forze politiche si stanno riorganizzando. Ci saranno ri percussioni anche negli equilibri del Consiglio comunale ? A livello di Consiglio la maggioranza è fatta di 38 consiglieri. Sono cambiati gli equilibri interni alla maggioranza, è questa la realtà. Oggi l’Udeur rappresenta 4 consiglieri comunali ed è decisiva su alcune delibere. Io rispetto i miei colleghi di Rifondazione e dei Verdi però oggi, dal punto di vista numerico, l’Udeur è la seconda forza politica ed è bizzarro che non sia rappresentata in Giunta. Questo non lo devo dire io, però è un dato di riflessione. Altri consiglieri di areaexCorrentone potrebberostaregiàalla finestra ? Se Mussi presenterà un nuovo soggetto, immagino che a caduta anche i consiglieri capitolini e municipali ne seguiranno le orme, magari entrando nel Gruppo misto (dove oggi siede l’ex consigliere di An, Sabbatani Schiuma, ndr). Però da un punto di vista di equilibri non cambierà nulla, non ci sarà un travaso tra maggioranza e opposizione. Di questo oggi non c’è proprio ombra. Quali sarannoi temiprioritari da portare in Aula Giulio Cesare? Avremo due consigli
straordinari sui piani industriali delle aziende, Acea e Ama. Stiamo rivisitando tutti gli statuti delle municipalizzate. In Parlamento si sta studiando una legge-delega su Roma capitale ed auspico che il Consiglio si doti di un progetto da sottoporre al governo. Poi ci sarà la delibera 36, che rivisita il commercio del centro storico. E a breve un provvedimento sui Mondiali del Nuoto del 2009. Su cui mi auguro che ci sia chiarezza su come gestire la grande impiantistica di proprietà del Comune, oggi al Coni. Bisognerà decidere se fare un’Agenzia dello Sport, e quindi gestirli noi gli impianti, o un bando pubblico per le grandi strutture come l’Olimpico, il Flaminio, lo stadio delle Terme di Caracalla . Ci sono altri provvedimenti di cui la capitale ha bisogno ? Ho preparato una mozione per dare un canone concordato a donne e giovani fino a 35 anni per aprire un’attività nei centri commerciali. Se oggi un giovane vuole entrare in questo business deve spendere dai 36mila ai 60mila euro, un affitto che va dai 4 ai 6mila euro e l'allestimento del negozio. Nella stessa direzione si va per la casa, con gli alloggi a canone concordato. Giovani e famiglie, in zone dove costruiremo come La Storta, via Anagnina, Spinaceto, pagheranno, per 10-15 anni, 400-500 euro al mese di affitto.
- 28/4/2007: DELICATESSEN : Ma se il limbo non c'è più, Virgilio dov'è ? (www.epolisroma.it del 28 aprile 2007).
«Lello Voce (Scrittore e poeta) - Sbagliare è umano, si sa, ma perseverare è diabolico, anche se a perseverare nell’errore è un porporato dell’importanza di monsignor Angelo Amato, vice della Congregazione della Dottrina della Fede, che, come se niente fosse, dichiara che l’aborto è una forma di terrorismo e l’eutanasia anche. Non ne avessimo avuto già tutti abbastanza con le imprudenti liason stabilite da Bagnasco tra famiglie di fatto e pedofilia, proprio mentre la Diocesi di Firenze si mostrava così comprensiva con un arciprete che pare non sia stato proprio uno stinco di santo, vista la sua attrazione per bambine ed adolescenti, ecco che la Chiesa cattolica rialza il tiro: da una parte non si fa scrupolo di intervenire pesantemente sulla legislazione italiana, dall’altra pretende una sorta di status separato per i suoi componenti, li copre, non li denuncia per i reati che commettono. Si accontenta del loro pentimento e si aspetta che questo valga per tutti. Un comportamento invero singolare, anche perché è cosa un po’ eccentrica andarsene in giro a predicare il ‘porgi l’altra guancia’, mentre si distribuiscono ceffoni a destra e a manca. Ma non basta: stavolta ci si è messo pure il Papa, che ha abolito il Limbo. Ohibò, capisco che era ingiusto tenere lì tutti i bimbi morti prima di essere battezzati, che andranno in Paradiso, ma gli altri, i filosofi, i poeti, tutti quelli che, pur senza essere cristiani, furono ‘gius ti’, che fine fanno ? Nessuno li nomina. Dovrò morire vedendo Aristotele, Platone, Virgilio, Orazio, Ovidio e Lucano accampati come clandestini sulla spiaggia del Purgatorio ? Mi oppongo !».
- 26/4/2007: Sotto sequestro anche i computer (La Cronaca di Roma del MESSAGGERO).
«ROMA - Gli investigatori ancora non escludono la pista della setta satanica».
- 26/4/2007: Al via gli interrogatori per gli indagati e spuntano particolari raccapriccianti : "Tra messe sataniche e festini, sarebbero stati sedati con iniezioni alla testa e psicofarmaci in compresse." (www.epolisroma.it del 26 aprile 2007).
«Giulia Bertagnolio - Dopo gli arresti, lo sdegno, le reazioni da ogni parte, i dubbi e la rabbia, inizia l'iter giudiziario che dovrebbe lentamente portare ad avere certezze sulla drammatica vicenda di Rignano Flaminio. Domani cominceranno gli interrogatori di garanzia da parte del gip e del pm della procura della Repubblica di Tivoli, Marco Mansi, per i sei indagati nell'inchiesta sui presunti abusi sui bambini della scuola materna del piccolo centro alle porte di Roma. Destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello, sua moglie Patrizia Del Meglio (maestra alla scuola “Olga Rovere”), Silvana Magalotti e Marisa Pucci, anche loro insegnanti, Cristina Lunerdi, bidella, e il cingalese Kelun Da Silva, benzinaio. Pesantissime le accuse a carico del gruppo: i sei avrebbero costretto a giochi erotici 15 bambini dai tre ai quattro anni, dopo averli narcotizzati. I piccoli sarebbero stati “prele vati” d u ra n - te l'orario scolastico e portati in tre
abitazioni non distanti dall'istituto. Qui i minori, tra messe sataniche e festini, sarebbero stati sedati con iniezioni alla testa e psicofarmaci in compresse. Secondo le testimonianze dei piccoli, gli indagati avrebbero obbligato i bimbi a “fare massaggi alle maestre”, a sottostare al “gioco del dito dritto”, o a quello che s'intitola “io mangio te e tu mangi me”. “Un gioco - come hanno riferito i bimbi - nel quale ci si lecca a vicenda”. All'indomani della loro prima notte in cella nel carcere di Rebibbia, mentre nel duomo di Rignano si celebravano le prime comunioni dei bambini, alcuni degli indagati hanno incontrato i loro avvocati difensori. Il legale di Silvana Magalotti, una delle maestre coinvolte nell'inchiesta, al termine dell'incontro ha fatto sapere che la donna è “sconvolta ma motivata a respingere le terribili accuse durante l'interrogatorio”. L'avvocato Giosuè BrunoNaso, che ieri ha incontrato anche i parenti della docente arrestata, ha poi sottolineato: «Chi parla di orchi e pedofili dice
solo assurdità. Quella donna è una mamma e una nonna, e la nipote di cinque anni frequenta la Rovere». A parlare alla stampa, ieri è stato anche Franco Coppi, avvocato dello sceneggiatore Scancarello: «Serve cautela nei giudizi. I protagonisti della vicenda sono bambini molto piccoli ed è facile che tra loro ci sia stata una suggestione». Per Coppi quello “scenario degli orrori” contenuto nelle 59 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei presunti pedofili (si parla di “bambini tagliuzzati, costretti a bere sangue, di iniezioni e punture nelle parti intime dei piccoli, di una serie di violenze sessuali”) è “assurdo”. Loredana Cascelli, direttrice dell'Olga Rovere in malattia dal 12 marzo per via di un incidente stradale, ieri non si è sottratta alle domande pressanti dei cronisti dopo le polemiche seguite agli arresti. «Sono allibita, costernata - ha detto - spero ancora che le persone coinvolte riescano a dimostrare innocenza. Io sono garantista, non condanno nessuno fino a sentenza
definitiva».
- 26/4/2007: Stupore, incredulità chiacchiere da bar c'è un paese intero che ora si interroga. Il presidente dell'Agenrif attacca anche il parroco: «Ci ha definito malelingue» (www.epolisroma.it del 26 aprile 2007).
«Gianfranco Belgrano - Se lo aspettavano tutti a Rignano Flaminio di comparire sulle prime pagine dei quotidiani e sui notiziari televisivi. Per le strade assolate di questo paese che vive soprattutto di pendolarismo verso la vicina Roma, la gente si affanna tra chiacchiere da bar, supposizioni, giudizi, attesa. C'è l'associazione dei genitori (Agenrif) dei bambini della scuola materna che vede finalmente risposte concrete alle accuse da tempo mosse, ci sono parenti e conoscenti dei sei arrestati che sostengono tesi opposte. Per le vie costeggiate da case basse e attraversate da poche auto, qualche eco del passaggio di bande di giornalisti a caccia di notizie:«Hanno intervistato la mamma di...» dicono con euforia drappelli di bambini catapultati loro malgrado nell'etere, «Mi hanno chiesto se sapevo di...» confabulano in uno dei bar della piazza uomini del paese. D'altra parte, Rignano Flaminio sulla bocca di tutti non è cosa di ogni giorno e finire in tv per una storia di pedofilia - ancora da dimostrare - consiglia cautela. Non tutti parlano, c'è parecchia reticenza tra persone che si frequentano da tempo. Gli arrestati sono persone conosciute con anni di esperienza alle spalle e di cui avevano lasciato buoni ricordi. «Noi - spiega Simone Rocchini, presidente della Agenrif - chiediamo solo che sia fatta giustizia. Certo che, se non ci fosse qualcosa dietro, gli arresti non ci sarebbero mai stati. Né penso sia finita qui: ci sono delle indagini in corso, è impossibile che in quella scuola non ci sia stato nessuno ad accorgersi di quanto stava avvenendo». MA NON TUTTI i genitori fanno parte dell'associazione e c'è anzi chi critica più o meno apertamente quanto è avvenuto negli ultimi mesi, prima ancora degli arresti. «Tanta ignoranza» dice un padre che preferisce restare nell'anonimato pur ammettendo che qualcosa, sotto, deve esserci stato. Intanto, in attesa dei primi interrogatori, Rocchini si toglie i sassolini dalle scarpe. «La domenica successiva al 12 ottobre - ricorda facendo riferimento al primo blitz dei carabinieri nella scuola - don Enrico Rocchi nella sua omelia prese le difese delle persone ora detenute (tre delle quali catechiste nella sua parrocchia, ndr) scagliandosi contro “quelle malelingue” delle famiglie dei bambini. Penso avrebbe fatto meglio a restare in silenzio».
- 26/4/2007: Ma il Vaticano dimentica gli altri aborti (www.epolisroma.it del 26 aprile 2007).
«CHIARA LALLI (bioeticista) - Vi esorto a difendere con ferma decisione il diritto alla vita di ogni essere umano dal primo istante del suo concepimento, di fronte a qualsiasi manifestazione della cultura della morte». Questo il testo del telegramma che Benedetto XVI ha inviato ai vescovi messicani tramite il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone. Perché ribadire la difesa della vita a partire dal concepimento ? Perché è stato approvato dall’Assemblea legislativa del Distretto federale di Città del Messico un progetto di legge per depenalizzare l’aborto entro le prime 12 settimane di gestazione. Approvazione sostenuta da 46 voti contro i 19 contrari e una astensione. Finora, come in molte legislazioni restrittive sulla possibilità di interrompere una gravidanza, era consentito abortire soltanto nei casi di stupro, di malformazione del feto o di rischio per la vita della madre. Eccezioni a ben guardare contraddittorie, almeno le prime due: se infatti la vita è sacra a partire dal concepimento, come può una violenza carnale indebolire tale sacralità? Il concepito (che è una persona in base a questa visione) non è responsabile dello stupro, e dovrebbe essere trattato come gli altri concepiti. Proprio come un concepito malformato (non uccidiamo, infatti, i malati!). Quella di Benedetto XVI non è stata l’unica voce contraria. Gli antiabortisti hanno sfilato portando piccole bare bianche, dimentichi insieme alle gerarchie ecclesiastiche, che le stime ottimistiche parlano di 100.000 aborti clandestini ogni anno. E dovrebbe essere superfluo ricordare che, forse, anche la vita delle donne andrebbe difesa.»
- 26/4/2007: Nel cimitero acattolico l'incuria non muore mai. Un angolo suggestivo fra Testaccio e Ostiense, dove sono sepolti Gramsci e Gadda, ma anche Keats, Shelley e Corso, è abbandonato a se stesso, tanto da essere quasi inaccessibile ai visitatori. La denuncia di un regista, che si rivolge al sindaco Veltroni (www.epolisroma.it del 26 aprile 2007).
«Raffaella Cosentino - Fori di proiettile impressi nel marmo. Una raffica di mitra che viene dal passato. Le lapidi del cimitero acattolico, alle spalle della piramide Cestia, portano ancora i segni visibili della battaglia di Porta San Paolo. Un'istantanea che ricorda la strenua difesa della Capitale all'indomani dell'armistizio. È cominciata qui la guerra di liberazione, conclusasi due anni dopo, il 25 aprile del '45. Ma a più di sessant'anni di distanza, per il cimitero acattolico, ancora non c'è pace. Il luogo di sepoltura, in attesa dei soccorsi, si prepara a una nuova resistenza silenziosa. Quella contro l'abbandono e il degrado, che lo stanno rendendo inaccessibile. Molte aree all'interno sono state transennate. «Chi entra lo fa a proprio rischio e pericolo», recita laconico e minaccioso un cartello all'ingresso. GLI ALBERI centenari rischiano cadute improvvise, con il pericolo di rovinare al suolo, travolgendo persone e tombe di altissimo valore storico, compresa quella di Antonio Gramsci. Le sepolture più antiche e quelle monumentali necessitano un restauro urgente. L'ennesimo Sos viene dall'associazione “La fattoria di Sir Eric” del giovane regista romano Alessandro Rubinetti, impegnato con docu-fiction e visite guidate nel recupero della memoria storica del quartiere Ostiense. Dal 2006, il sito è annoverato tra i cento più a rischio al mondo, nella lista compilata annualmente dal World Monuments Fund. «In un anno e mezzo la situazione si è vieppiù aggravata ma non è stato fatto nulla - denuncia accorato Rubinetti - non ci sono custodi a difesa del cimitero, dove sono stati trafugati negli anni sia i mosaici delle tombe russe, sia reperti di età romana riutilizzati nei sepolcri ottocenteschi». E lancia un'alternativa. Una petizione per chiedere l'intervento del sindaco Veltroni, coinvolgendo il Comune di Roma nella gestione. Attualmente il sito è in mano a quattordici ambasciate straniere, ma le risorse per la manutenzione vengono solo dalle offerte dei visitatori. E dalle quote dei concessionari, perché il cimitero, unico nel suo genere, è ancora attivo. Un patrimonio vivo, ma che rischia di ridursi in cenere. Delle 2500 sepolture, molte sono di pregio artistico. Come l'angelo del dolore o la Psiche che si sveste delle spoglie mortali, descritta da D'Annunzio ne “Il Piacere”. NOTO ANCHE come cimitero protestante o degli stranieri, o ancora degli artisti e dei poeti, è un luogo fondamentale per il romanticismo inglese, con i vati Keats e Shelley sepolti qui. E assieme a loro, altri 400 personaggi celebri, di diverse fedi e cne, con le sue visite guidate teatrali, ogni sabato mattina. Un viaggio nella Roma del grand tour e dei poeti, fino a Gregory Corso e alla Beat generation, che mescola biografie e versi. Il percorso si conclude davanti alla tomba di Gramsci, curata dai volontari dell'omonima Fondazione. Erminia Gianfelice se ne occupa dal '99 e dice sconsolata: «L'abbiamo lasciato solo da vivo, non abbandoniamolo pure da morto». In attesa della petizione, una gestione comunale del bene sembra però lontana. «Non ci sono i fondi - ha detto il sindaco Veltroni- serve un intervento del ministero dei Beni Culturali».»
- 25/4/2007: Bufera sull'inventore di "Solletico" : oggi lavora per la tv dei vescovi(LA REPUBBLICA).
«PAOLO G. BRERA - C'è anche un autore televisivo molto noto, inventore di trasmissioni "cult" sui piccoli e grandi problemi dei bambini come "Solletico" per la Rai ... »
- 25/4/2007: Una vita normale tra il lavoro e il catechismo in parrocchia (www.epolisroma.it del 25 aprile 2007).
«INSOSPETTABILI - Le tre insegnanti finite in custodia cautelare a Rebibbia vantano una lunga esperienza all'interno della scuola - due sono anche nonne con nipotini della stessa età delle vittime - e svolgevano attività di catechesi nella locale parrocchia. Il parroco don Enrico Rocchi si è chiuso in un gentile quanto secco “no comment”: «Non rilascio dichiarazioni». Intanto, se i carabinieri confermano che non ci sono stati motivi per allargare il raggio dell'inchiesta all'attività parrocchiale degli arrestati, mancano le prove sulle tante voci di paese in merito a un pestaggio ai danni di una delle persone coinvolte: fatto che sarebbe avvenuto nei mesi scorsi ad opera di alcuni dei genitori delle vittime. In attesa di sapere se i filmati a contenuto pedo-pornografico siano stati inseriti in qualche circuito, domani a Rebibbia cominceranno gli interrogatori degli accusati. G.B. »
- 25/4/2007: Musulmani, appello al Viminale «Non toccate velo e poligamia» - Sono 70.000 per la Caritas i fedeli dell'Islam a Roma, seguono costumi diversi fra loro (www.epolisroma.it del 25 aprile 2007).
«Carlo Moccaldi - C’è tanta confusione nelle mille anime dell’Islam romano dopo la presentazione da parte del Viminale della Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione. Il testo di Amato fa riferimento in particolare a due principi delicati e centrali nel rapporto con le comunità di immigrati di religione musulmana : il divieto di poligamia e la proibizione di indossare vestiti che coprono il volto. Gli immigrati musulmani presenti nel Lazio, secondo i dati della Caritas, sono circa 70.000, concentrati a Roma e provenienti soprattutto dal subcontinente indiano e dal nord Africa. Quello romano è un Islam multiculturale. Lo confermano le diverse nazionalità degli imam : a guidare la preghiera a Tor Pignattara è un bengalese, a Centocelle un tunisino mentre nella moschea di viale Marconi l’imam è egiziano.Ma cosa pensano gli immigrati, in particolare le donne, dei principi fissati dal Viminale ? - LE MOSCHEE SONO VUOTE, per capire meglio gli umori della base dell’Islam romano si dovrà aspettare venerdì, il giorno della preghiera. Intanto davanti al centro islamico di Forte Antenne, la Grande Moschea, c’è un gruppo di immigrati egiziani, uomini, vestiti all’o cci den tal e, con jeans e t-shirt, e donne, avvolte in un velo che copre il corpo e i capelli ma non nasconde il viso. «Questo è l’hijab - spiega con un buon italiano Samir, 30 anni - è parte della mia cultura di origine. È questo il velo a cui fa riferimento il governo? Il mio viso non è coperto. Forse il documento fa riferimento al burqa, che non appartiene alla cultura del mio paese e non si vede a Roma». E la poligamia? «No, ormai sono casi isolati». Dalla moschea dei Parioli a piazza Vittorio, sotto i portici passeggia un gruppo di ragazze senegalesi, un’altra comunità di immigrati a maggioranza musulmana. Non hanno veli né sono al corrente del documento del Viminale, con i principi per la cittadinanza e l’int egra zione. «Non capisco perché la politica debba interferire con le scelte più intime e personali - si interroga Fatou - Penso che il governo dovrebbe spiegare meglio a quale abbigliamento si riferisce la carta dei valori, prima che nascano equivoci. Ci sono tantissime tradizioni e molto diverse tra le comunità di immigrati di religione musulmana». Aggiunge un’altra ragazza senegalese: «non sono d’accordo sul fatto di proibire la poligamia, non è vero che permette lo sfruttamento delle donne. Quanti uomini sono sposati con una sola moglie che trattano male e magari tradiscono apertamente ? Allora che cosa facciamo, togliamo la cittadinanza a tutti ? Bisogna conoscere le altre culture prima di giudicare». Davanti alle moschee e agli altri luoghi etnici della città, le domande e le perplessità sono più o meno le stesse di Forte Antenne e piazza Vittorio. E anche in periferia, soprattutto nei quartieri a forte densità di immigrati di religione musulmana, sono in tanti a chiedere spiegazioni. A Tor Pignattara i bengalesi, il primo gruppo
etnico, sono in maggioranza fedeli dell’Islam. «Le donne nella cultura del subcontinente indiano avvolgono i capelli con il sari, il vestito tradizionale, nel nostro Paese non è abitudine coprire il viso», spiega un ragazzo davanti ad uno dei tanti phone center della Casilina. A poche centinaia di metri da qui, nel del Parco di Centocelle, sta per iniziare la terza sera di festeggiamenti per il Boishakhi Mela, il capodanno della tradizione del Bengala. E anche su via Casilina la domanda è una sola: «quali veli saranno proibiti?».
- 25/4/2007: OPINIONE : Tradizioni molto diverse (www.epolisroma.it del 25 aprile 2007).
«Alessandra Caragiuli (RICERCATRICE DE LA SAPIENZA) - A Roma le tradizioni culturali delle comunità di immigrati di fede musulmana sono tante e spesso differenti tra di loro. Questo è un punto di partenza non trascurabile, quando si parla genericamente di musulmani. Penso che l’acquisizione di uno status giuridico come la cittadinanza passi attraverso la libertà di esercizio delle proprie tradizioni culturali e religiose, chiaramente nel rispetto dei diritti inviolabili della persona. Ciascuna delle diverse tradizioni rappresentate è portatrice di tradizioni culturali particolari, diverse l'una dall'altra. L’integrazione è rispetto della differenza, la libertà di mantenere i propri costumi e le proprie tradizioni anche qui a casa nostra. L’assimilazionismo, al contrario, nega ogni “altro da noi” e, portato alle estreme conseguenze, arriva al divieto di esprimere e mantenere la propria identità culturale. Integrazione e assimilazione sono per questi motivi due strade e due modelli completamente antitetici.
Bisogna tener presente questa differenza che non è soltanto nominale. Un conto è assimilare, un conto è aprire all'integrazione vera.
- 23/4/2007: S. Agata chiusa fino a venerdì (La Cronaca di Roma del MESSAGGERO).
«La messa della mattina è saltata. Poi don Giovanni non ce l'ha fatta a lasciar fuori i fedeli anche di pomeriggio.»
- 22/4/2007: E don Giovanni richiuse Sant'Agata "Adesso Basta" (La Cronaca di Roma del MESSAGGERO).
«MARCO GIOVANNELLI - "Sono davvero dispiaciuto ma Sant'agata è chiusa. Don Giovanni Pittorru è esasperato e disperato ieri pomeriggio, durante la recita del rosario, uno sbandato è entrato nella chiesa di Trastevere ...»
- 22/4/2007: Nozze in crescita(www.epolisroma.it del 22 aprile 2007).
«IL DATO - Nel 2006, hanno portato i fiori d’arancio 5 laziali su cento, contro il dato italiano del 4,2 per cento. Trenta su cento hanno scelto l’unione civile. Nel 14 per cento dei casi, almeno uno dei coniugi era già sposato. Nel 18 per cento, almeno uno dei due è straniero. L’età media degli sposi al primo matrimonio è di 31 anni per le donne, 33 per gli uomini.»
- 22/4/2007: Divorzi, è record nel Lazio : le donne più svantaggiate - Le famiglie monogenitoriali sono poco meno di 200mila, l’82 % fanno capo alla madre (www.epolisroma.it del 22 aprile 2007).
«Emanuela Bambara : Nel Lazio aumentano i matrimoni ma anche i divorzi - Benché siano i più bassi nella classifica europea, crescono i divorzi in Italia, e dunque, anche i nuclei monogenitoriali. Così, cambia la struttura familiare del Belpaese. Pure nel Lazio e nella Capitale. Anche qui, a danno, soprattutto, delle donne. Secondo l’Istat, infatti, sono loro le più svantaggiate nella separazione coniugale. Sul piano economico, innanzi tutto. Ma, non solo. «Le donne restano mamme, con la responsabilità di crescere i figli, e sono più a rischio di povertà», dice la direttrice dell’Istituto nazionale di statistica Linda Laura Sabbadini. Il Lazio si attesta al primo posto nella penisola per quozienti di nuzialità, ma è tra i primi anche per numero di divorzi. Nel 2006, hanno portato i fiori d’arancio 5 laziali su cento, contro il dato italiano del 4,2 per cento. Trenta su cento hanno scelto l’unione civile. Nel 14 per cento dei casi, almeno uno dei coniugi era già sposato. Nel 18 per cento, almeno uno dei due è straniero. L’età media degli sposi al primo matrimonio è di 31 anni per le donne, 33 per gli uomini. Il 2,3 per cento ha divorziato. Così, le famiglie monogenitoriali laziali sono poco meno di 200mila. Di queste, l’82 % fanno capo alla madre, il restante 18 % al padre. Roma ha il numero percentuale più basso di monofamiglie “al femminile”. Sono 77 su cento. Di queste, due su tre con un figlio. Mentre, i padri separati con un solo figlio affidato sono poco meno della metà di quelli con due o più figli. E, dalle indagini sociali, risulta che ben otto cittadini su cento, tra i 35 e i 64 anni e con un matrimonio fallito alle spalle, sono al di sotto della soglia di sopravvivenza. Nel 90 per cento, le donne. E Sabbadini annuncia una profezia scientifica inquietante : «La situazione si aggraverà, soprattutto per le donne che hanno il carico dei figli, perché si prevede che le separazioni coinvolgeranno gli strati sociali più bassi, e poi, sono le donne a restare schiacciate dalle rigidità sociali e discriminate nella carriera e nelle retribuzioni di lavoro». La nostra società - dice la ricercatrice - «non è adeguata ai bisogni delle donne, men che meno delle madri sole ». La rete di servizi per la prima infanzia è carente e costosa, la flessibilità nel lavoro è intesa soltanto a favore dell’azienda e l’occupazione femminile è quanto mai precaria. «La nascita di un figlio spesso è causa della perdita del lavoro. Rischio che corre anche la madre di un minore che non ha un marito con cui condividere il peso della responsabilità e degli impegni, e dunque, ha maggiore difficoltà a gestire lavoro e famiglia». Dalla rottura della coppia, a rimetterci sono, soprattutto, le separate di fatto. Gli uomini, invece, tornano alla vita da celibi e si liberano del carico più pesante della paternità. E convolano più facilmente a seconde nozze. Tre su dieci. Cosa che fanno meno della metà delle separate.»
- 21/4/2007: Su "Il Riformista" appello per costituzione immediata comitato organizzativo per la grande manifezione del 12 maggio.
«LUCA COSCIONI - Sul Riformista è pubblicato e lanciato l’appello, della Rosa nel Pugno, dello Sdi e del Partito Radicale, per la costituzione immediata di un “comitato di patrocinio organizzativo”, aperto a organizzazioni politiche e personalità della cultura e della scienza, per la “giornata di orgoglio laico” che si terrà il 12 maggio a Roma, in concomitanza con il da mesi annunciato “Family day”.»
- 21/4/2007: Emergency, sit-in per Hanefi : C'erano duecento persone ieri in piazza Farnese (www.epolisroma.it del 21 aprile 2007).
«ANSA - Oltre 200 partecipanti all’iniziativa di Emergency in favore di Rahmatullah Hanefi, organizzata ieri in piazza Farnese. Alla manifestazione hanno preso parte Furio Colombo, Michele Santoro, Amanda Sandrelli, l'architetto Massimiliano Fuksas. Presente anche Daniele Mastrogiacomo con la moglie Luisella. Nel pomeriggio anche Ezio Mauro, direttore di Repubblica.»
- 19/4/2007: Quel razzismo che non passa mai di moda (www.epolisroma.it del 19 aprile 2007).
«Chiara Lalli (bioeticista) - Il 19 aprile di 70 anni fa vede la luce il decreto regio n. 880/37 che vieta il madamismo e il matrimonio con donne di colore. Soprattutto per proteggere il buon nome del patrio esercito, per carità!, evitando ai soldati di mischiarsi alla popolazione indigena e di far nascere meticci. Una gran scocciatura. Ma il sapore dell’editto, più che garantire il prestigio dei colonizzatori italiani in Etiopia, è decisamente razzista. E ciò che segue negli anni successivi è indubbiamente razzista, a cominciare dal tristemente famoso Manifesto della Razza (1938). O per essere meno brutali, “discriminatorio ”. È una ricorrenza amara, ancora più amara quando si percepisce una certa “aria di famiglia” con dichiarazioni e umori attuali. Con le invocazioni delle radici identitarie di un popolo, cristiane e non, con lo sbandieramento di nazionalismi mascherati da coscienza di appartenenza. Con il tentativo di imporre una certa visione del mondo o con le celebrazioni della Famiglia, oggetto di una imminente manifestazione che ha del grottesco, il Family Day (ma perché in inglese poi?). Forse oggi è imbarazzante essere razzisti nel modo tradizionale: contro i negri, gli ebrei, gli asiatici o gli zingari. Ma si può esserlo agevolmente con i non sposati, con gli omosessuali o con quanti vorrebbero crepare in pace. Soprattutto se questi non chiedono pietà, ma diritti. A cosa serve un anniversario? A mettere sulla difensiva chi ha dimenticato, a tenere viva la memoria. Non un rituale formale di commemorazione, quanto l’avvertimento che certi errori sono stati già compiuti e che i risultati sono stati vergognosi. »
- 19/4/2007: Il PD e la questione della laicità (www.epolisroma.it del 19 aprile 2007).
«Gianni Gennari (giornalista teologo) - Cattolici e Partito Democratico: “Dal Sì al compromesso storico al gelo sul Pd”. L’altro ieri il “Corsera ” raccontava le diffidenze dei cattolici: vedono che per preparare il terreno al Pd c’è un rifiuto della storia e del presente in nome di un futuro molto fumoso. La nuova strategia dopo aver affermato che al tempo della tragedia Moro fu un errore non trattare, e che quindi la morte di Moro fu voluta da Dc e Pci del tempo, guidati da Zaccagnini e Berlinguer – un falso totale: allora mai si aprì alcuna via di comunicazione – ora spinge, parole di vertice, su una linea che si dice “laica”, ma in realtà è non solo anticlericale, ma antireligiosa e anticristiana. Una laicità, desiderata, invocata, pretesa – pare il Barbiere di Siviglia, tutti la cercano, tutti la vogliono – che quando si esplicita è negazione antistorica che riporta la Sinistra a tempi oscuri del passato. Il Pci di Enrico Berlinguer nel 1977 con coraggio espresso nella Lettera al vescovo Bettazzi, superò ateismo e antireligione, proprio per questo – per chi ha memoria – ebbe anche tra i cattolici il massimo successo della sua storia, fino a pareggiare i consensi della Dc all’inizio degli anni 80. Poi, già ucciso Moro e morto Berlinguer, finì la Prima Repubblica e la Seconda è quello che è. Ma gli elettori sono vivi, e in tanti sentono di non poter approvare ciò che va contro i valori fondati anche nella tradizione cristiana e non sono disposti a seguire i partiti, comunque si chiamino. Già: i valori. È il punto centrale. A molti cattolici non certo nostalgici della Dc, nè orientati verso il Centrodestra, risulta impossibile accettare una pretesa laicità che in realtà è ritorno all’antireligione, ostilità ad ogni parola di Chiesa, pretesa di silenzio da parte dei vescovi anche su punti centrali di dottrina morale, volontà di abrogazione del Concordato, pur rinnovato solo 23 anni orsono per l’iniziativa determinante della sinistra di allora, Pci e Psi in prima fila. Emerge oggi la pretesa di una laicità che non solo distingue, ma fa muro tra credenti e no, tra Chiesa e Stato, tra fede e politica, tra valori della tradizione anche cristiana e desideri di un confuso post ’68 tornati a galla. “Gelo”, quindi, sul Pd: ha ragione “Il Corsera ”. Se la strada è questa, il Pd o non nasce per niente, o nasce solo perdente… »
- 18/4/2007: Sopralluogo presso il cimitero di Trigoria (Redazione del Circolo UAAR di Roma).
«In data odierna (18 aprile 2007) una delegazione della Consulta presso il Comune di Roma per la libertà di pensiero e la laicità delle istituzioni e della Consulta presso il Comune di Roma delle religioni, accompagnata dal coordinatore del Circolo UAAR di Roma e dalla Delegata Franca Eckert Coen, ha incontrato la direzione tecnica del cimitero di Trigoria per conoscere lo stato dei luoghi circa la presenza di sale per commiato laico, impianti per la cremazione, aree per lo spargimento di ceneri e luoghi destinati alla sepoltura degli aderenti ai vari culti»
- 18/4/2007: Vigili e Dipendenti dell'anagrafe a scuola di diritti civili (La Cronaca di Roma del MESSAGGERO).
«Anche gli impiegati comunali possono fare la loro parte per non far sentire diversi i gay e le lesbiche di Roma»
- 18/4/2007: MINACCE CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CEI, A QUANTO PARE L' EVERSIONE NON C'ENTRA (www.epolisroma.it del 18 aprile 2007).
«Marco Minniti - SOTTOSEGRETARIO AGLI INTERNI : C'è l'anticlericalismo dietro le scritte contro Bagnasco. Le scritte sui muri della Chiesa e le minacce al presidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Angelo Bagnasco sembrerebbero non ascrivibili a una matrice di natura eversiva ma troverebbero origine in un sentimento anticlericale.
Maurizio Turco - DEPUTATO ROSA NEL PUGNO : Condanniamo chi equipara i Dico a incesto e pedofilia. Non possiamo accettare che l'anticlericalismo politico e religioso di cui siamo l'evidente espressione politica sia omologato ad ideologie e prassi anti istituzionali e anti democratiche, come ha invece sostenuto alla Camera il sottosegretario agli interni Marco Minniti.»
- 17/4/2007: Ringraziamenti da parte del Presidente dei RADICALI DI ROMA per la solidarietà ricevuta dopo l'aggressone del 12 aprile.
«Ringrazio quanti coloro, in questi giorni, hanno manifestato solidarietà nei confronti dei compagni presenti al tavolo il giorno dell'aggressione. Credo che quanto accaduto giovedì ed il silenzio della stampa dell'ultimo mese, in particolare della scorsa settimana, costituiscano prova evidente del peso non del tutto effimero della nostra iniziativa. Pertanto rivolgo l'ennesimo appello alla partecipazione (non adesione) alla campagna in corso: se vogliamo realmente raggiungere le 15.000 firme sperate ci vogliono militanti che raccolgano firme!!! Tengo a sottolineare che prendere le firme tra i propri conoscenti è già qualcosa, ma è ben diverso dall'obiettivo che ci eravamo posti: trasmettere il messaggio della nostra iniziativa tra la gente, i passanti, coloro che sicuramente non sanno. Quindi animo e buona volontà perchè il da-fare è molto ed importante ai fini dell'obiettivo che vogliamo perseguire!!!! Quanti di coloro che ci seguono in mailing list vogliano contribuire alla raccolta firme, possono inviarmi una mail all'indirizzo radicaliroma@radicali.it ! Un caro saluto a tutti voi, Alessandra Pinna»
- 17/4/2007: Quella profezia di Mann sul Papa tedesco (www.epolisroma.it del 17 aprile 2007).
«Campane, campane che suonano supra urbem,da San Pietro all’Aventino, a Santa Maria Maggiore. Che suonano a distesa. Suonano per il nuovo Papa nel cielo d’aprile». L’ elezione di un papa tedesco in aprile, quello che è accaduto due anni fa con Benedetto XVI, Thomas Mann l’aveva anticipato 54 anni prima. In uno dei suoi ultimi romanzi. Una gioiosa sinfonia di campane, mosse da mano ignota, apre “L’Eletto”, rielaborazione della leggenda medievale su Gregorio Magno. Racconto in cui Roma è suono e atmosfera incantata. Thomas Mann, che nel 1929 avrebbe ricevuto il premio Nobel per la lettaratura, a Roma trascorse col fratello Heinrich diversi mesi quando era un giovanotto di bellissime speranze. Tra il 1897 e il 1898. Divisi tra l’appartamento di via del Pantheon, un vecchio palazzo che ne ricorda il passaggio con una minuscola targa, e Palestrina, dove i fratelli trovavano rifugio nei mesi caldi. scrittore tedesco aveva ventidue anni. A Roma cominciò a lavorare al primo grande romanzo, “I Buddenbrook”, riempiendo ogni giorno quaderni di appunti. Fu pubblicato nel 1900. Riscosse un successo che l’editore forse non si aspettava. Poi sarebbe venuta, tra molti altri, “La Montagna incantata”, preludio al Nobel. Ma Roma, ricettacolo di quella classicità che Mann tanto ammirava, continuò a covare nell’animo dello scrittore ormai maturo. E riemerse dopo oltre mezzo secolo in quello scatenato scampanio. Che vaticinava l’avvento al soglio pontificio di un suo connazionale. »
- 17/4/2007: Le proposte di Salvabebè : per debellare l'infanticidio basta più informazione (www.epolisroma.it del 17 aprile 2007).
«Infanticidi: Subito adesivi sui cassonetti dei rifiuti e informazioni sugli assorbenti igienici» È la proposta dell'associazione Salvabebè che lancia la sua campagna contro la «continua la strage degli innocenti», anche se - si legge in una nota dell'associazione - «è possibile partorire in anonimato senza alcuna conseguenza per la madre anche se clandestina e in alcuni comuni sono disponibili “nuove ruote” ove lasciare il neonato al sicuro e in piena riservatezza ». «Occorre dare - spiega la presidenteMaria Grazia Passeri - informazioni, che arrivino veramente, basta con i depliant. Non servono a niente, non raggiungono le persone a rischio». Tre strade sembrano davvero percorribili: Applicare su ogni cassonetto un adesivo con le informazioni sul parto in anonimato in varie lingue. Aumentare inoltre il numero delle nuove “Ruote degli Innocenti” sul territorio nazionale. E, da ultimo, pregare le case produttrici di assorbenti femminili di applicare una scritta in varie lingue su ogni confezione con le informazioni su come partorire in anonimato.
- 12/4/2007: Aggressione a un tavolo del Comitato promotore per la raccolta firme sulle unioni civili a Roma.
«Dichiarazione congiunta di Rita Bernardini, Segretaria Radicali Italiani, e di Alessandra Pinna, Presidente dell'Associazione Radicali Roma»
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TESTATE LOCALI DI ROMA E PROVINCIA
EPOLIS
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