Parla come mangi

Nota iniziale: la seguente gag è stata pubblicata sul presente sito lo stesso giorno della sua pubblicazione sui giornali (30 aprile 2007).
Il giorno seguente Andrea Rivera manifestò le sue esternazioni nei confronti della CCAR al concerto del 1º maggio 2007: immediatamente la Chiesa lo definì «un terrorista».

Intervista al cardinale Herranz

La Digos ha appena consegnato il pacco minatorio agli esperti della scientifica e, nei Sacri Palazzi, ad analizzare l’«emergenza-Genova» è il cardinale Julián Herranz, fino al mese scorso ministro vaticano della Giustizia, ora presidente della Commissione Disciplinare della Curia Romana. Il capo della Chiesa italiana è finito nel mirino dell’estremismo politico.

Come si sta muovendo la Santa Sede?
«Ciò che sta accadendo a Genova non viene sottovalutato. Non drammatizziamo i segnali pur inquietanti: suscitare clamore è il primo obiettivo di settori ultraminoritari e non rappresentativi della società italiana. Però si tiene conto anche degli ambienti e degli orientamenti che stanno dietro l’emergenza e i fenomeni violenti. È indubbio che stiamo registrando un clima di intolleranza e fanatismo antiecclesiale, quindi per rafforzare la sorveglianza viene garantita la massima collaborazione alle forze dell’ordine da parte del clero e del laici».

Traduzione: È importante dare il massimo risalto a quanto è accaduto a Genova in modo da poter recitare la parte delle vittime. Dato che la pubblica sicurezza è al servizio della classe clericale (visto che ne abbiamo fatti assumere chissà quanti nelle forze di polizia) non avremo certo problemi a farci mettere a disposizione tutto quello che ci serve per montare un caso da episodi che lasciano il tempo che trovano, quindi i laici (che noi per nostra fantasia propagandistica chiamiamo «anticlericali e laicisti» per distingerli dai nostri ascari baciapile in giacca e cravatta che noi definiamo «laici» proprio perchè non ci danno fastidio) devono iniziare a preoccuparsi perchè presto saranno equiparati ai terroristi attraverso opportune manovre mediatiche.

Con quali effetti?
«I violenti non riusciranno a impedire al presidente della CEI di far sentire la sua voce nella sfera pubblica…

Trad.: Riusciremo a montare un caso dal nulla in modo da alimentare una nuova strategia della tensione (di cui noi appariremo vittime inermi).

…La fede non è solo un fatto privato e la disponibilità al martirio è insita nella nostra missione di pastori…

Trad.: Ora la butto sul patetico con un po’ di slogan confessionalisti (così faccio spuntare la lacrimuccia ai lettori di «Avvenire» e di «Famiglia Cristiana»… vuoi vedere che quest’anno avremo un aumento del 10% sul prelievo dal gettito IRPEF dell’8 per mille?

…Io sono vicinissimo a Bagnasco e mi sento profondamente unito a lui. Gli ricordo che abbiamo un dogma stupendo: la comunione dei santi. L’intera Chiesa, tutto il popolo di Dio lo accompagna. Esiste un fondamentalismo islamico con il braccio del terrorismo. E un fondamentalismo laicista ugualmente antirazionale e antidemocratico. È senza un barlume di civiltà attaccare gli interventi pubblici della Chiesa, come accade da mesi sui DICO».

Trad.: Io sono vicinissimo a Bagnasco: lavoriamo per la stessa azienda finanziaria multinazionale! Gli ricordo che abbiamo un dogma stupendo: il ripristino della teocrazia in Italia (e ormai il traguardo è vicino)! Esiste un fondamentalismo islamico su cui è stata costruita la nostra disinformazione prebellica. Esiste un fondamentalismo laicista che mi sono inventato ora per gettare discredito sui laici che vorrebbero sabotare i nostri piani e abolire i privilegi della chiesa cattolica. Esisterebbe anche un fondamentalismo cattolico, ma di quello non ve ne parlo perchè è un argomento così vasto che vi dovrei trattenere per un’intera settimana ad ascoltarmi e tra l’altro non potrei più recitare la parte della vittima innocente.

Vede «mandanti morali» delle minacce?
«Alcuni partiti, a furia di gridare all’ingerenza ecclesiastica, creano odio verso la Chiesa e istigano le frange estremiste. Questi sono i risultati. Addolora e preoccupa vedere come i politici che sono l’espressione in Parlamento del laicismo non condannino apertamente questi gesti di vergognoso squadrismo. Solo oggi si è mosso qualcosa. Chi semina odio, arma la mano del fondamentalismo ideologico più violento. Si vuole tenere la Chiesa sotto tiro, ma si ottiene l’effetto opposto. Non temiamo il martirio. L’ultimo secolo è stato quelli con il maggior numero di martiri».

Trad.: Ma che domande fai? Ti risulta che il Vaticano abbia mai sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo? Ma non l’hai ancora capito che noi vogliamo lo Stato totalmente confessionale e il ripristino della teocrazia? Pensi che questo vada bene a tutti? Chiaramente no! Allora: chi non è confessionalista è un laico e quindi deve essere trattato come nemico ideologico dei nostri interessi corporativi.

Che effetto fa in Curia vedere il presidente della CEI super-scortato?
«Crea motivata preoccupazione. La sorveglianza è competenza della polizia ed è stato giusto raddoppiare la scorta. Il pericolo è reale e va contrastato in maniera efficace…

Trad.: Beh, ragazzi… lasciatemi dire che è una gran soddisfazione: stiamo al centro dell’attenzione mediatica, ci sentiamo importanti e finalmente si torna agli antichi splendori dello Stato pontificio quando i curiali avevano la scorta armata personale (il bello è pure che la scorta la paga il vostro Stato Italiano, mica la paga il Vaticano !)

…Siamo di fronte a un’ondata di totalitarismo che ricorre a minacce di ogni tipo per spegnere la nostra voce. La Chiesa, però, non tace e non fa marcia indietro. Né ora né mai. Bagnasco e gli altri pastori continueranno a illuminare le coscienze e a indicare le esigenze della fede cristiana. La Chiesa non verrà ridotta al silenzio per timore. Vogliono far scomparire, oltre all’idea di Dio, la dimensione religiosa della persona. Puntano a una fede confinata nella coscienza, senza riflessi nella vita personale, familiare e sociale».

Trad.: Da diversi anni siamo di fronte alla comprensibile richiesta di laicità dello stato e di di rispetto dei diritti umani. Ma se questo accadesse, noi domani chiuderemmo bottega (chi ci pagherebbe più l’8 per mille? Come faremmo poi a propagandare le nostre crociate?). Bagnasco e gli altri continueranno a diffondere il confessionalismo e a mirare alla conquista definitiva dello Stato italiano. E siccome abbiamo un concordato che ci permette di farlo, non abbiamo certo paura di perdere la partita. Vogliono far scomparire, oltre all’idea del dio denaro che sostiene la teocrazia del Vaticano, anche i nostri privilegi e l’immunità baronale di cui gode la classe clericale. Vogliono far scomparire le nostre ricche finanze: mica si può pensare che noi domani possiamo vivere come fanno tutti gli italiani, senza 8 per mille, senza vestiti da trentamila euro a capo!

È una strategia?
«Cercano di intimidire la Chiesa con modalità che rievocano tristi esperienze che speravamo superate per sempre. Dà fastidio una Chiesa che manifesta, scende in piazza e difende la propria fede».

Trad.: Ma quale strategia? Che, per caso, scrivere «BAGNASCO VERGOGNA» con la vernice a spruzzo è una strategia? Spedire una cartuccia di 70 anni fa (ammesso che l’abbia spedita veramente qualche laico) è una strategia? La strategia è quella nostra che su fatterelli da gang di strada costruisce un complotto di proporzioni cosmiche ai nostri danni per farci fare la parte delle vittime e dei martiri!

Giacomo Galeazzi. «Intervista al cardinale Herranz», La Stampa, 30 aprile 2007


Manifestazione in favore di Bagnasco (foto: ANSA)

Intervista a Giuseppe Fioroni

«Vede», esordisce Beppe Fioroni, «se si fondono bianco e nero, nasce il grigio; se si fondono due pancotti, nasce solo un intruglio. Questo per evitare la tentazione di pensare che bisogna annacquarsi per poter stare insieme. Su queste basi il Partito democratico nascerebbe già morto».

Trad.: se ci mescoliamo troppo ai laici poi rischiamo di non apparire abbastanza confessionalisti.

Ma lei nel Pd ci crede?
«Lo ritengo il più grande sforzo di innovazione politica degli ultimi sessant’anni. Si tratta di mettere insieme la straordinaria ricchezza di idee di tante donne, tanti uomini, tante culture convergenti, ma diciamo la verità soprattutto della sinistra democratica e del cattolicesimo popolare…

Trad.: un colpo al cerchio e uno alla botte.

…E siamo al cuore del problema: convergenza tutt’altro che facile. Un PD senza cattolici popolari non avrebbe la stessa straordinaria importanza, e per questo è fondamentale che i cattolici si sentano in casa propria. Il PD deve essere una speranza, non una promessa».

Trad.: Volete fare il PD? Le regole le dettiamo noi confessionalisti!

Come si traduce, in concreto?
«È essenziale che vi siano riferimenti valoriali tali da generare identità e appartenenza. Sappiamo bene che è necessaria una mediazione per realizzare il bene possibile, ma la mediazione non è il valore in sé, è e deve restare uno strumento. Senza comprensione e rispetto reciproci, se restasse solo la mediazione cioè, sarebbe la svendita e quindi la fine stessa del PD».

Trad.: È essenziale che nel nuovo PD ci siano basi confessionaliste indiscutibili.

È pessimista?
«Tutt’altro. Ritengo che abbiamo di fronte a noi l’opportunità di condividere moltissimo. Prendiamo i temi della bioetica. Sarei molto preoccupato se l’adesione convinta a un partito passasse per la condivisione assoluta di temi come la vita e la morte. Vita e morte non afferiscono a un programma di governo ma solo alla coscienza individuale. E la coscienza non serve a nascondere ma a illuminare le scelte di ciascuno di noi».

Trad.: Perché dovrei essere pessimista quando il 95 per cento dell’arco parlamentare è sempre stato disposto leccare il culo alla Chiesa cattolica? Quello che è importante è stabilire fin dall’inizio regole chiare e precise su quanto il nuovo PD sarà disposto a farlo.

Rivendica cioè anche nel futuro PD libertà di coscienza per i cattolici sui temi etici?
«Esattamente. Parlo di rispetto. I valori non sono solo un fardello da sopportare ma una bussola per procedere nella vita. Vi sono alcune parole fondanti da cui il PD non può prescindere: centralità della persona, famiglia, Stato non disinteressato. Insieme alla convinzione profonda che lo sviluppo non è solo riconducibile alla crescita economica».

Trad.: Ehi, baby, ascoltami bene: i dogmi della nostra religione che vogliamo imporre a tutti non si discutono… Ok?

Barbara Jerkov. «Intervista a Giuseppe Fioroni», Il Messaggero, 19 aprile 2007

 
 


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