18 febbraio 1984, il Concordato di Bettino Craxi

«Un minuto prima che una situazione degeneri, bisogna saper prendere una decisione»
(Bettino Craxi)


Il presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi
e il segretario di Stato vaticano cardinale Agostino Casaroli
alla firma del trattato

Il 18 febbraio del 1984 Bettino Craxi (leader del Partito Socialista Italiano e capo del governo) rinnovò il Concordato con la Chiesa cattolica sottoscritto da Benito Mussolini nel 1929 e recepito dalla Costituente nel 1946.
Tale nuova intesa, nota anche come Accordo di Villa Madama, prevedeva la fine del cattolicesimo come religione di Stato (un provvedimento che nessun politico e nessun rappresentante istituzionale degli anni che seguirono si è mai preoccupato di applicare concretamente alla vita politica, sociale ed istituzionale del Paese).

La Chiesa otteneva in cambio l’8 per mille (a seguito dell’eliminazione della congrua) e l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica fin dalla scuola materna.
Entrambi questi provvedimenti si riveleranno fatali per la laicità in Italia.
La legge 222/85, attraverso cui sarà prevista l’erogazione di Stato alle confessioni (dall’8 per mille del gettito IRPEF), si rivelerà un micidiale strumento di finanziamento attraverso cui fiumi di denaro entreranno nelle casse della Chiesa e che non solo le permetterà di riprendersi dai disastri finanziari derivati dagli scandali dello IOR, ma costituirà l’elemento economico di base attraverso cui il Vaticano ricostituirà la sua politica aggressiva mirata a distruggere e sottomettere lo Stato italiano e le sue istituzioni.

L’insegnamento della religione fin dalla scuola materna permetterà al confessionalismo di indottrinare l’opinione pubblica dalla prima infanzia come mai era accaduto prima, fino a inquinare il tessuto sociale del Paese e a mettere in seria crisi i principi fondanti della nostra democrazia (l’ora alternativa che sarebbe dovuta essere prevista a carico della scuola e non dello Stato, in molti istituti non verrà mai reaizzata in quanto mancheranno i fondi).

L’Italia, così come la conosciamo ora, è frutto di quel Concordato.

Per l’Italia laica questo è un giorno di lutto nazionale e dal 2007 viene celebrato con un sit-in di protesta sotto l’ambasciata italiana presso la Santa Sede.

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