25 ottobre 1867, eccidio della famiglia di Giuditta Tavani Arquati

«Questa suprema autorità del Vescovo di Roma, venerabili Fratelli,
non opprime: aiuta; non distrugge: edifica; consolida nella dignità, unisce nell’amore,
rafforza e tutela i diritti dei suoi confratelli, i Vescovi»
(Pio IX al Concilio Vaticano I)


Eccidio della famiglia Tavani Arquati

Il 25 ottobre 1867 Giuditta Tavani Arquati (incinta del suo nuovo figlio mai nato) fu massacrata con la sua intera famiglia e con altri patrioti nella casa di Giulio Aiani in Trastevere dagli zuavi pontifici.

Giuditta Tavani Arquati è stata la prima donna romana patriota a essere ricordata tra i martiri vittime dell’oppressione clericale e confessionalista.
Il suo brutale assassinio fece lievitare ferocemente il risentimento della popolazione romana nei confronti di un dominio papale che, dopo essere stato abrogato per ben due volte (la prima nel 1798 e la seconda nel 1848) dalla sovranità popolare, era stato ripristinato nel 1849 dalle armi francesi e veniva visto sempre più come un’imposizione straniera.

Il 9 febbraio 1887 fu fondata in sua memoria l’Associazione Democratica Giuditta Tavani Arquati.

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